SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prosegue, anche se in maniera balbettante, la battaglia ai writers. Nelle prossime settimane inizieranno a San Benedetto i lavori di pulizia presso le piazze Nardone e Sciocchetti.

L’intervento verrà realizzato con un’apposita apparecchiatura in grado di rimuovere i segni lasciati dalla vernice su diversi tipi di superfici. Si tratta di un sistema di smacchiatura a doppia funzione (idrolavaggio con carbonati e altri minerali e eco-sabbiatura a secco) concepito per rispondere a tutte le esigenze di pulitura selettiva di vetrate, profili in alluminio anodizzato e marmi lucidi non porosi, strutture in acciaio inox o alluminio, ma anche paramenti lapidei, strutture ed elementi architettonici in pietra, marmo e laterizi particolarmente delicati.

Il macchinario ha già provveduto ad eliminare le scritte dalle balaustre del lungomare all’altezza del torrente Albula e dalle mura dell’ex Cinema delle Palme, che annegava da tempo nei graffiti.

L’operazione non ha però riguardato le vetrate del vecchio multisala, rimaste desolatamente imbrattate. “Abbiamo già ripulito una zona di proprietà della Rfi – spiegano dalla Multiservizi – il macchinario non rimuove le scritte sui vetri, a questo punto dovrebbe pensarci l’azienda”. Dal Comune dubitano che ciò avverrà, considerata anche la difficoltà nel mettersi in contatto con la Rete Ferroviaria. Limiti simili si riscontrano in centro, a causa della fitta presenza di immobili privati su cui è più complicato intervenire, nonostante sia stata comunicata l’intenzione di contattare i proprietari con la garanzia di un servizio gratuito.

Il degrado cittadino è fotografato alla perfezione dall’opera identificativa di Ugo Nespolo, “Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare”, situata all’imbocco del lungomare. Un’opera che identifica la città oltre i confini nazionali, ma che attualmente versa in condizioni pietose.

“Le scritte non possiamo toglierle col macchinario della Multiservizi, in quanto annullerebbe la verniciatura originaria”, fa sapere l’assessore al Decoro Urbano, Eldo Fanini. “Costa molto sistemare l’installazione, almeno 10 mila euro”. La stessa cifra che il Comune spese per impadronirsi dei dieci tomi dell’artista Nunzio Gulino.

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