Incendi, risse ecc. . La domanda è d’obbligo: che sta succedendo? Stiamo rischiando di aggiungere un altro ex ai tanti accumulati negli ultimi decenni? Quello dell’ex territorio ‘tranquillo’. Del Piceno infatti tutto si può dire meno che, salvo episodi molto isolati, le nostre zone non sono isole di felicità intese come lontane da episodi di cronaca che nel sud e nel nord d’Italia sono sicuramente molto più frequenti.

Non dico che da noi tutto fila liscio. No, ma le nostre problematiche riguardanti la politica (per esempio) pur non essendo limpide e trasparenti perché spesso e volentieri lasciano trasparire prevaricazioni verso i più deboli e verso quei cittadini comuni che si rifiutano di ‘leccare’ i politici per ottenere favori in cambio del voto, verso imprenditori che gli appalti pubblici li vogliono regolari e non truccati, non si ha sentore di pressioni tramite la violenza ma solo di una degenerazione tipica dell’essere umano, comunque da non accettare. Diciamo una specie di mafia alla seconda rispetto a quella alla quarta, quinta, sesta potenza che comunemente viene definita ‘malavita organizzata’.

Se, però, sta veramente succedendo qualcosa di nuovo e brutto, l’elevazione della potenza rivaluterebbe in un certo senso quanto accaduto fino ad oggi tanto da far dire: era meglio prima? Per me non è così perché l’ingresso della malavita organizzata può essere generato dalla crisi e quindi dalla necessità di far soldi con la violenza ma anche da un terreno di coltura (e anche cultura) favorevole. E qui il mio pensiero torna alla degenerazione della quale accennavo sopra e cioè al raggiungimento degli scopi (elezione, brama di denaro, vizio ecc.), con ogni mezzo possibile ma non con la violenza. Il concetto non è comprensibilissimo per cui provo a renderlo più accessibile con un esempio: se in un territorio qualcuno scopre che i propri abitanti hanno paura di mostrarsi personalmente per rivendicare diritti (non piaceri) nascondendosi dietro questa considerazione “poi il politico o l’imprenditore o il poliziotto di turno mi prende di mira, tutto diventa più difficile perché me la fanno pagare…“, figuriamoci se gli si mette paura fisicamente… o con ritorsioni di vario tipo.  Io, per esempio, non so ancora come mi comporterei se ciò avvenisse.

Nelle nostre zone la parola omertà è poco usata, anzi siamo portati a considerare in senso critico certi silenzi perché non aiutano gli organi di polizia a compiere meglio il loro lavoro. Siamo portati a non immedesimarci perché lo riteniamo un comportamento lontanissimo ma se si… avvicinasse? Motivo per cui credo che l’unica cosa da fare sia quella di non sottovalutare quanto sta accadendo o considerarlo episodico. Sia perché episodico non lo è più, sia perché la paura (chi non ne ha!) porta paura, il coraggio (lo hanno in pochi) porta coraggio. Scegliamo sin da subito il secondo sentimento. Prima che sia troppo tardi e tutto potrebbe diventare più difficile.

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