Servizio di Massimo Falcioni, riprese e montaggio di Arianna Cameli.
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Chiediamo un incontro in vista delle festività pasquali e dell’estate”. La richiesta giunge dai presidenti dei quartieri Sant’Antonio e Marina Centro, all’indomani dei nuovi episodi di violenza registrati in città.

La lettera, destinata al sindaco Gaspari e firmata da Giorgio Fede e Pierfrancesco Troli, verrà inviata nei prossimi giorni. L’obiettivo è quello di arrivare ad un confronto a cui partecipino componenti delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale.

Le risse in strada del fine settimana allarmano i residenti, turbati dall’escalation di avvenimenti segnalati in Riviera negli ultimi mesi. Dal Municipio fanno sapere che, trattandosi di casi scoppiati in strada, ogni provvedimento in tal senso spetterebbe alla Questura. “Speriamo che per fine mese si possa organizzare un faccia a faccia – dice Troli – la situazione è preoccupante e rischia di scappare di mano”.

Si invocano provvedimenti, prendendo in esame le situazioni vigenti in altre realtà. A Parma, il sindaco Federico Pizzarotti ha istituito regole ferree a proposito di movida, introducendo il divieto di vendità d’asporto di alcolici e il consumo in strada (in bicchieri di vetro o lattine) dalle 22 alle 6. Un’ordinanza simile a quella varata nel gennaio 2013 da Gaspari (in quel caso si partiva dalla mezzanotte), scaduta il 30 settembre scorso e mai rinnovata.

Non solo: assieme ai locali sono stati raggiunti accordi a proposito dell’orario di chiusura, fissato alle 24 nei giorni feriali e all’una il venerdì, il sabato e la domenica. “Finora non ci sono stati ricorsi – informa il primo cittadino emiliano – gli esercizi si rendono conto dell’impatto generato da chi si ferma di fronte alla loro struttura”.

La deregulation ha liberalizzato le aperture. Ciò significa che per abbassare le saracinesche si deve giungere ad un compromesso comune. A San Benedetto, qualche locale si è autoimposto il limite delle ore due, tuttavia le attività che hanno aderito alla causa ad oggi si contano sulle dita di una mano.

Sempre a Parma, la giunta ha deciso di organizzare spazi di riflessione nelle serate più a rischio, grazie al coinvolgimento dell’Asl, dei Vigili Urbani e della Croce Rossa. “L’intento – spiega Pizzarotti – è affiancare al divertimento un momento di arricchimento e di educazione civica”.

La Giovane Italia, movimento giovanile vicino a Forza Italia, esprime sconcerto. “Durante la notte la nostra città è quasi priva di sorveglianza e alcuni luoghi come il lungomare, il molo, e la stazione sono divenuti dei posti da evitare”, denuncia il portavoce Alessio Pagliacci. “Oltre a condannare solo verbalmente questi episodi, perché l’amministrazione comunale guidata non prende seri provvedimenti per mettere fine a questi episodi? A tre mesi dall’inizio della stagione estiva la città non può permettersi queste mancanze che vanno a scoraggiare le centinaia di famiglie che ogni anno si recano a San Benedetto per passare le loro vacanze”.

A fargli eco è Pasqualino Piunti: “Non possiamo più definirci isola felice. Tutto va ad inserirsi in un contesto selvaggio, ma non bisogna abbassare la guardia, né minimizzare”.

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