Da ESPRESSO ROSSOBLU n. 1202

Samb-Trodica 5-1. Si intuisce subito la tattica del tecnico avversario anche perché è unica nel panorama dell’Eccellenza: nessun under nel reparto difensivo con lo scopo di opporre gente esperta all’attacco atomico della capolista Samb. Proposito però che va subito in fumo perché dopo dieci mnuti i rossoblu sono già in vantaggio di due reti.

Nonostante il vantaggio la Samb gioca all’attacco senza particolari accorgimenti perché vuole chiudere subito la gara ma non riesce a rendersi mai pericolosa, alla prima incertezza difensiva gli ospiti la puniscono e si rimettono in gareggiata.

Non avverrà perché oggi la Samb è troppo arrabbiata per rilassarsi coem è successo in altre occasioni. Lo dimostra un secondo tempo durante il quale aveva sempre accusato battute a vuoto, oggi non poteva essere così dopo la sconfitta di Castelfidardo ma anche per altro.

Altro del quale un nostro collega, a fine gara, voleva capirne i motivi chiedendo a capitan Tozzi Borsoi perché non aveva esultato dopo il suo secondo gol (20° della stagione). La risposta è stata scontata ma nascondeva qualcosa di amaro che poi verrà fuori più chiaramente in sala stampa. Ad una mia domanda chiarificatrice ha risposto: “Perché Balotelli esulta?”, no – ho aggiunto- ma Mario non segna così tanti gol e così belli come i tuoi.

Insomma in casa Samb c’è, inutile nasconderlo, un senso di malessere dal quale stavolta bisogna venirne fuori subito e con chiarezza. A volte evitare di approfondire è peggio che toccare una piaga viva e presumibilmente molto dolorosa. Il campionato ormai è vinto, bastano 5-6 punti in sette gare. Iniziare a tirare somme prima della matematica ritengo che sia una buona cosa. Se ne avessi facoltà, chiederei subito un incontro pubblico e civile tra tifosi più accesi, semplici sportivi (anche quelli che non sono venuti più allo stadio), la società, la giunta comunale. Sono convinto che se i problemi si rinviano diventano poi sempre più grandi. Fossi il sindaco Gaspari convocherei immediatamente  la maxi assemblea che ho appena auspicato.

Nota dopo le seguenti dichiarazione post gara di Tozzi Borsoi: “Oggi ci tenevamo in maniera particolare e, a nome della squadra, dedichiamo la vittoria al presidente che non ha attraversato una settimana tranquillissima dopo una sconfitta che ha creato qualche polemica ma, dopo la trafila che abbiamo fatto, non era il caso di sottolineare una sconfitta con chiacchiere che non hanno né capo né coda. E’ vero che siamo giocatori che abbiamo giocato di categorie superiori ma in campo servono sempre i fatti. I tifosi giustamente ci hanno fatto sentire il peso di questa maglia, e anche in questa categoria abbiamo portato questa responsabilità. E’ stato poco elegante nei confronti della squadra sentirsi dire queste cose, nei nostri confronti e nei confronti del presidente. Bisogna avere certe caratteristiche per vincere, anche in Eccellenza. La squadra lo ha dimostrato festeggiando il secondo gol andando dal mister per rimarcare la nostra passione. Non ce l’ho con qualcuno in particolare, ma ci sono state cose che a me come capitano e anche alla squadra hanno dato fastidio. Arrivare alla 27esima giornata e sentirsi dire che è facile e scontato e che giochiamo contro i ragazzini, contro gente che lavora e si allena alle 18, noi invece come i professionisti. Contro di noi tutti fanno la partita della vita, e dobbiamo sopperire anche a questo, abbiamo le qualità per farlo e lo abbiamo dimostrato. Fino ad ora a parte i tifosi che vengono in curva e ci fanno sentire ancora giocatori, per il resto, poco: non chiediamo nulla ma appena c’è stata l’occasione di criticarci questo è stato fatto, e secondo me è sbagliato”

NOTASenza nascondersi dietro un dito anche se è giusto che il capitano parli così, credo che il motivo del suo malumore e quello della squadra vada ricercato in illazioni di questo tipo: “Se vincevano anche a Castelfidardo, il campionato era già vinto matematicamente e l’apporto di squadra e calciatori da quel momento sarebbe stato inutile e superfluo” Una malignità che ho sentito anch’io ma che non ha ragione di esistere per più di un motivo; basterebbe ragionarci sopra un attimo, per capire che si tratta di una… semplice  e inutile meschinità.

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