Roma e dintorni – Chiaramente per dintorni intendo tutti gli altri comuni italiani. E di questi momenti il caso del decreto Salva Roma che è stato ‘rinviato’ dal governo Renzi a causa di potenziali ostruzionismi da parte delle opposizioni (M5S e Lega),  In risposta il sindaco della capitale aveva detto in modo molto plateale che avrebbe bloccato la città. La cosa genera in me due riflessioni che esterno subito.

Ecco la prima: come mai stavolta si addossa la colpa del mancato decreto alle opposizioni quando per quelli riguardanti Imu e banche si è usata la ghigliottina per farli passare? Perché si è aspettato l’ultimo momento (così la scusa diventa meno valida) quando c’era stato tutto il tempo, due mesi,  per evitare che le interrogazioni (i governi le chiamano da sempre ostruzioni) lo mandassero fuori tempo massimo?

La seconda riflessione è più datata ma egualmente attinente: l’ho dedotta da un cittadino italiano, ieri mattina in radio. Riesce qualcuno a spiegare perché un sindaco di una città media italiana spende 400 mila euro per la campagna elettorale quando il suo stipendio è di 1700 euro? Qualcosa non quadra e l’insinuazione che il finanziamento provenga da imprenditori ai quali poi il primo cittadino dovrà chiudere un occhio ma anche due, non è campata in aria. Anzi

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