SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Le primarie del 2011 tra Gaspari e Spadoni furono una farsa”. Ad ammetterlo, a distanza di tre anni, è Loredana Emili, convinta che alla vigilia delle elezioni amministrative occorresse maggior coraggio da parte del centrosinistra: “Affermai che la candidatura del sindaco uscente andava confermata – dichiara durante l’appuntamento di J Magazine – altrimenti l’elettorato non ci avrebbe compreso. Oggi forse non lo ridirei, mostrerei un altro atteggiamento”.

La sfida tra Giovanni Gaspari e Luca Spadoni fu tutto tranne che equilibrata, con l’82% dei consensi a favore del primo cittadino. “Si fanno le primarie e poi si depotenziano, chiedendo a Canducci di non presentarsi. Una cosa simile è avvenuta con la Commissione d’inchiesta sullo stadio. Chi l’ha proposta ha successivamente imposto ai componenti di ritirarsi”.

La permanenza tra le fila dei Diversamente Democratici durerà fino al termine del mandato. “Mi fermerò, non credo che la mia esperienza nelle istituzioni proseguirà. Resto scandalizzata da un Pd che boicotta il congresso regionale. Non si è discusso di programmi e idee; si è solo dato risalto allo scontro tra le due cordate”.

All’amministrazione comunale la Emili contesta soprattutto le promesse non mantenute. A partire dal restyling del lungomare. L’ex assessore ricorda provvedimenti per finanziare l’intervento quali l’istituzione della tassa di soggiorno, l’aumento degli stalli blu con conseguente aumento dei ticket: “Nonostante ciò, manca ancora un progetto preliminare. Si discute e basta”. Seguono il Piano Regolatore Generale e la bretella: “La strada consentirebbe di liberare la Statale16 dal soffocamento. E’ da un anno e mezzo che non si convoca una riunione. Se non c’è impegno non si va avanti. Questo è un modo sciatto e superficiale di governare. Tanti sono i proclami e poche le realizzazioni”.

L’obiettivo si sposta sulla Sorge quando si tratta di affrontare il tema del turismo. Le missioni all’estero? Bocciate su tutta la linea. “Il Pd non fiata sugli oltre 100 mila euro investiti per viaggi che non portano nulla come ritorno, se non chiacchiere sui giornali. In un momento di crisi, il sindaco e la giunta devono dare esempio di rigore. La segretaria ricorda che i panni sporchi vanno lavati in casa. Tuttavia, le questioni pubbliche non sono roba di esclusivo interesse del Pd”.

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