SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel pomeriggio del mercoledì 26 febbraio, ha soffiato su 100 candeline la signora Adriana Loi. Grande festa, dunque, alla presenza dei nipoti e di tantissime amiche e amici che hanno organizzato un piccolo rinfresco. Per l’occasione, l’assessore Paolo Canducci ha consegnato un mazzo di fiori benaugurante a nome dell’Amministrazione comunale e, idealmente, dell’intera città.

Adriana Loi nasce a San Benedetto del Tronto il 26 febbraio 1914 da famiglia benestante: il padre Olindo è Ufficiale di Marina, la madre, baronessa Nina, è una discendente della nobile famiglia abruzzese dei Cornacchia. Ha una sorella, Anna, di un anno più grande che resterà nubile e morirà nel 1988. Si diploma in epoca fascista come “Maestra Giardiniera”, l’equivalente dell’attuale maestra d’asilo, nel 1952 sposa Otello Giacinti, funzionario del Genio Militare di Ascoli Piceno, originario dell’entroterra maceratese, che morirà nel 2000. Non hanno avuto figli. Nel 1963 edifica insieme al marito un villino in zona Santa Lucia, dove è vissuta fino a due mesi fa quando, per motivi logistici, si trasferisce in una via del centro cittadino molto più adeguata alle sue necessità insieme alla signora Eniko, badante di nazionalità rumena ma di origini ungheresi che la accudisce dal 2010. Nota per la sua fortissima tempra, fino a quattro anni fa, dalla zona di San Lucia raggiungeva il centro città a piedi percorrendo anche 7 – 8 chilometri al giorno.

Nel corso della sua lunga vita si è sempre distinta per la partecipazione in attività di volontariato a favore dei bisognosi e dei malati come le “Dame di Carità” e l’Avulss, associazione per l’assistenza ospedaliera della quale è stata fondatrice nel 1983 e per la quale per anni ha prestato servizio ogni lunedì pomeriggio presso l’ospedale “Madonna del Soccorso”.

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