SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La prima volta dei Diversamente Democratici in Consiglio Comunale va in scena mercoledì sera. Nuova denominazione, ma posizioni ormai note. “Le debolezza di questa amministrazione sta nella produzione dei risultati, non nella sua stabilità”, esordisce Loredana Emili nel corso del suo intervento. “Il sindaco godrà della maggioranza finché prevarrà il senso di appartenenza, a prescindere dal merito”.

Piano regolatore generale, lungomare, piscina. L’ex capogruppo del Pd, affiancata da Sergio Pezzuoli, rispolvera le promesse non mantenute negli otto anni a guida Gaspari: “Le parole sono pietre, la maggioranza si interroghi sui motivi che non ci hanno permesso di realizzare certi interventi. Tutto viene affrontato con troppa leggerezza”.

In casa democratica il Congresso regionale è ancora fresco nella mente. Come le polemiche che ne sono seguite. “Qualcuno ha invitato a non andare a votare, a boicottare perché venivano applicate delle regole”. Le stoccate toccano l’onorevole Agostini e la segretaria, Sabrina Gregori: “In questa vicenda che fino hanno fatto le sirene, i lupi, i delfini, quelli che ci dicevano che era un assioma attenersi al voto della maggioranza, che la politica andava fatta nelle stanze. Peccato che le questioni pubbliche di delibere non fossero panni sporchi da lavare nelle segreterie, bensì riguardavano gli interessi della città. Altra cosa sono invece i posizionamenti di potere, che potevano essere discussi dentro sedi con maggiore riserbo”.

L’abbandono del Pd, dopo anni di militanza, ha generato una ferita che sarà difficile rimarginare. “Per un anno abbiamo vissuto una situazione penosa politicamente e dolorosa – continua lei – ho sostenuto Gaspari per decenni in tante fasi della sua esperienza politica. E’ un ripensamento non facile. Credo che quando si amministra, in qualsiasi funzione, la lealtà, la correttezza e la trasparenza la si devono nel rispetto dell’interesse pubblico e dei cittadini. Chiediamo al primo cittadino di mantenere almeno qualche impegno del programma di mandato. Noi saremo favorevoli agli interventi che rispecchiano gli impegni inseriti in quel tracciato del programma, in caso diverso saremo una minoranza”.

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