ANCARANO – Prostituta picchiata a sangue da una connazionale sulla bonifica del Tronto. I fatti risalgono allo scorso ottobre quando una nigeriana di 23 anni è stata massacrata da una sua connazionale 34enne che la costringeva a prostituirsi. La giovane era stata reclutata nel Paese di origine con la promessa di un lavoro regolare nell’Ascolano. Ma così non è stato e la donna si è ritrovata subito in strada.
La sua aguzzina, che la ospitava in casa, l’accompagnava personalmente sulla bonifica e la obbligava poi a consegnarle il denaro delle prestazioni, la cui cifra è stata accertata in 30mila euro in 3 anni.

Quando la vittima si rifiutava, veniva picchiata. L’ultimo grave episodio lo scorso ottobre quando la povera ragazza è stata colpita in testa con una bottiglia di vetro e presa a morsi ad una mano dalla sua connazionale. Dopo il pestaggio, fu soccorsa e portata all’ospedale di Sant’Omero dai carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata che dopo l’accaduto avevano fatto scattare la delicata attività investigativa culminata con il divieto di dimora per la 34enne nei nei Comuni di Alba Adriatica, Ancarano, Castel di Lama, Colonnella, Controguerra, Martinsicuro e Sant’Egidio alla Vibrata (località dove vive la vittima e dove era costretta a prostituirsi)

La donna dovrà inoltre rispondere di reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre all’accusa di lesioni personali aggravate.

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