RenziGrillo. Ho appena finito di ascoltare l’incontro tra Renzi e Grillo ed ho tratto conclusioni che vanno al di là delle solite condanne ai modi poco inglesi di Beppe Grillo (che ha comunque incarnato la rabbia di un numero, secondo me, superiore a chi lo ha votato nel 2013), all’impedimento a Renzi di dire la sua (così è stato), alla esagerata schiettezza alla quale non siamo abituati a livello istituzionale, credo che, se Renzi non ha potuto farlo nella circostanza odierna, debba smentire prima possibile le accuse molto chiare che gli ha fatto il leader di Cinque Stelle.

Grillo gli ha anche ricordato che negli ultimi mesi ha prima detto che non avrebbe mai fatto le scarpe a Letta, che al governo devono andare persone elette dal popolo e lui non è stato eletto per questo, che entro il 15 sarebbe stata approvata la nuova legge elettorale e che quindi non era più credibile.

Smentite che deve dare l’uomo Renzi e gliele lascio perché, di tutto il teatrino, mi interessa di più l’augurio che l’ex comico ha fatto a Renzi: “Hai copiato buona parte dei nostri programmi per cui ti auguro di portarli a termine“. E anche che Grillo lo ritiene un uomo buono ma che nulla potrà fare contro un sistema marcio che non si può più cambiarlo da dentro. Per il M5S va eliminato per poi ripartire da capo. Anch’io la penso così. Ci leggo anche che, senza il retromarcio, Grillo abbia voluto comunicargli che loro due potrebbero diventare entrambi (ed in comune accordo) gli uomini della provvidenza.

Ritengo altresì che oggi il capo di Cinquestelle, in funzione della platealità dell’incontro e della comunicazione che per forza di cose sta avendo e avrà, abbia messo in grandissima difficoltà l’ex sindaco di Firenze che adesso, meno di prima, potrà nascondersi e non tramutare in pratica le sue promesse che, come gli ha ricordato Grillo, in buona parte hanno l’imprimatur del Movimento Cinque Stelle.

Se ci riuscirà gli italiani che hanno votato il M5S gliene saranno grati e con loro i suoi due leader. Se poi magari Renzi riconoscesse loro qualche merito non farebbe male. Perché, senza la forza elettorale creata da M5S e le loro idee, se uno del Pd si fosse azzardato a proporle sarebbe stato immediatamente preso a calci da coloro che ora, grazie alla birberia di Renzi (ha colto al volo l’occasione) e all’«aiuto» di Grillo , sono stati momentaneamente rottamati.

Io la penso così e “chi non è con me peste lo colga”, come diceva ironicamente quel grande attore degli anni ’50, Amedeo Nazzari.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 682 volte, 1 oggi)