C’è un detto toscano che recita: “Parola data e petra lampata ùn si ripiglianu più”. La sua morale è ovviamente che una promessa e una offensiva lanciata rimangono indelebili nella coscienza.

Il rottamatore fiorentino rispetta alla lettera questo proverbio: diede la sua parola quando disse che sarebbe salito a comando dell’Italia, e infatti oggi ci si precipita a capofitto, tutto d’un tratto, senza un minimo di preavviso; come per dire “oggi esco di casa e faccio un salto a Palazzo Chigi”. Il salto lo fa, e anche grosso, ma del resto fra governi tecnici e maxi brodaglie multipartitiche, come possiamo non aspettarci anche la staffetta della presidenza del consiglio?

Renzi però diede la sua parola anche quando ammise che “in principio ci sarà nuova legge elettorale”, a sostegno dell’idea che solo dalle urne nasce il vero frutto della sovranità popolare. In questo caso Matteo però preferisce applicare la seconda parte del proverbio toscano e difatti getta una grossa pietra sopra questa legge elettorale, poiché troppo affascinante, quasi un lusso per l’Italia, con la crisi che abbiamo. Per concludere, se vogliamo essere ancor più prodighi di saggezza popolare, sempre rimanendo in tema di pietra, possiamo passare da proverbi a citazioni bibliche: “chi è senza peccato scagli la prima pietra” e il giovane immacolato Renzi non se lo fa dire due volte.  (CLICCA L’IMMAGINE A LATO)

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