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Intervista di Massimo Falcioni
Riprese e montaggio di Arianna Cameli
Telegiornali ore 14 e ore 19 e in replica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comune replica all’interrogazione del Popolo della Libertà, ma ancora una volta è una risposta a metà, che non fuga i dubbi in merito alla tormentata questione stadio.

Manca la spiegazione più importante – denuncia Pasqualino Piunti – cioè sapere per quale motivo ci si dotò di una fidejussione di 16 mila euro a fronte di un intervento di 7,8 milioni”. Per il resto, gli Uffici del Municipio spiegano che in sede di gara la Us Samb 2009 aveva individuato quale unico soggetto esecutore dei lavori di messa a norma e di realizzazione dell’impianto fotovoltaico l’impresa Busi di Bologna. “Si ribadisce – si legge nella nota – che nella fase di esecuzione del contratto, come d’obbligo, la Us Samb 2009 aveva individuato quale unico soggetto finanziatore dell’impianto fotovoltaico la Decasol e soggetto responsabile dell’esercizio dell’impianto la Ditta Troiani e Ciarrocchi”.

Il contratto di concessione, prevedeva, in capo alla Samb (“unica obbligata nei confronti del Comune”), la messa a norma e i lavori per i pannelli solari. “Conseguentemente veniva attribuita alla Sambenedettese una libertà d’azione funzionale al reperimento non solo delle risorse per il finanziamento della messa a norma, ma anche l’obbligo di individuare una società con adeguate competenze per garantire la corretta realizzazione dei lavori citati. La motivazione del recesso della ditta Busi è questione riguardante i rapporti tra la Us Samb e la Busi stessa, tempestivamente sostituita dalla società con la ditta Decasol e la ditta Troiani e Ciarrocchi”.

Riguardo agli ottanta giorni d’attese per concedere delle spiegazioni sull’argomento, ecco che torna in ballo la Commissione d’Inchiesta diretta da Pierluigi Tassotti. “Il ritardo risiede nella sensata convinzione che essendo operativa a tutti gli effetti una Commissione, ove hanno rappresentanza tutti i gruppi presente in consiglio, è sembrato logico, plausibile e coerente, far rientrare in detta relazione quanto emerso in sede di indagine, per poi fornire, in quella sede o separatamente, ulteriori notizie se comunque richieste”. Rinnegata dai consiglieri comunali di maggioranza e dallo stesso sindaco Gaspari, ecco che l’organo d’indagine torna a ricoprire un ruolo funzionale per la ricerca della verità.

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