SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una rappresentanza di cittadini di San Benedetto del Tronto sarà a Viareggio sabato 15 e domenica 16 febbraio. I due giorni in Versilia saranno occasione sia per assistere alla cerimonia di apertura del Carnevale, sia per rinnovare il rapporto di gemellaggio, quest’anno giunto al suo ventesimo anno, tra le due città.

La comitiva partirà sabato 15 febbraio alle 6 dal Municipio di viale De Gasperi, arriverà a Viareggio in piazza San Benedetto del Tronto. Nel pomeriggio ci sarà la visita alla cittadella del Carnevale dove i maestri carristi lavorano tutto l’anno alla realizzazione dei carri allegorici. Domenica 16 febbraio alle 10 ci sarà la deposizione di corone in via Ponchielli per commemorare il disastro ferroviario del giugno 2009 verificatosi in seguito al deragliamento del treno merci. Infine alle 12 la delegazione di San Benedetto sarà ricevuta dagli amministratori viareggini per rinnovare il gemellaggio tra le due cittadine.

Il rapporto con Viareggio iniziò grazie ai gruppi dei Marinai d’Italia delle due città che si erano conosciuti nel corso di tanti convegni ed incontri in varie città. Ripresero i rapporti il Circolo dei Sambenedettesi e l’Istituto di Ricerca delle fonti per la storia della Civiltà marinara picena che proposero l’iniziativa all’Amministrazione Comunale di San Benedetto del Tronto. Le basi della  nascita del gemellaggio furono gettate anche dai “Pronipoti Sambenedettesi di Viareggio”, da un lato, e dall’Associazione Stampa Picena che approfittarono dell’unica partecipazione della formazione giovanile della Sambenedettese alla Coppa Carnevale per la prima edizione del “Torneo dell’Amicizia”.

Domenica 9 gennaio 1994, con una cerimonia che si tenne nella sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto, venne stipulato un protocollo di amicizia tra le due città. Le trattative furono rapide, favorite anche dal fatto che sindaco di Viareggio all’epoca era Andrea Palestini, nipote di sambenedettesi.

I “trabaccolari”, come furono chiamati i sambenedettesi dai viareggini (così identificati per la loro tipologia di barche pescherecce erroneamente chiamate “trabaccoli”), presero possesso di una zona tutta loro in darsena nei pressi del canale “Burlamacca”. Qui, in alcune piccole ed improvvisate casette di legno, nacque una sorta di piccola San Benedetto del Tronto e iniziarono a sentirsi i vagiti dei primi sambenedettesi nati a Viareggio. I primi tempi furono senza ombra di dubbio molto duri, soprattutto per quanto attiene la lingua. Se ai sambenedettesi non sembrò, poi, così difficile comprendere l’italiano volgarizzato in vernacolo dei viareggini, a questi ultimi restò davvero difficile intendere il nostro dialetto, quasi fosse un’altra lingua.

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