SAN BENDETTO DEL TRONTO – “Non c’è gusto, in Italia, ad essere intelligenti (seguirà dibattito)”, aveva capito tutto Freak Antoni, aveva capito tutto prima di tutti. E forse, anche per questo motivo, ha sempre raccolto meno di quanto meritasse (“35 anni di grandi insuccessi”, era solito dire).

E’ morto questa mattina (l’Ansa ha battuto la notizia alle ore 10:37), all’età di 59 anni, presso l’Ospedale di Bentivoglio (provincia di Bologna) dove era ricoverato a causa di una grave malattia, Roberto Freak Antoni. Il suo ultimo concerto lo aveva tenuto in Dicembre, proprio nelle nostre terre, presso l’American Soul di Offida.

Antoni, uno per cui l’andare controcorrente era facile come respirare, è stato lo storico cantante degli Skiantos, gruppo cardine della new wave bolognese, che reagì alla cappa di piombo dello stivale anni ’70, allo strapotere del cantautorato accigliato ed impegnato ed alla bolsa mitologia “ruock!” usando l’arma di una lucida demenza (la famosa spaghettata organizzata sul palco del Bologna Rock, il 2 aprile del 1979 è, senza se e senza ma, uno dei più grandi gesti punk che questo disgraziato paese abbia mai visto).

Autore di libri, attore, performer, artista a tutto tondo e inventore di geniali e sulfurei aforismi, Antoni è sempre stato una lampadina (fulminata) in un paese completamente al buio. Del resto, si sa, se la “fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo”.

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