ANCONA – Terremoto in casa Pd. La Commissione Regionale di Garanzia ha annullato il Congresso del 16 febbraio. La decisione è stata presa dopo ore di animata discussione terminata ai voti: 3 a 2 in favore del rinvio della gara che avrebbe dovuto eleggere uno tra Francesco Comi e Luca Fioretti.

Soddisfatto Luca Ceriscioli, cacciato dalla competizione in virtù dell’applicazione dell’articolo 8 dello Statuto del partito, che nega l’elezione a chi già ricopre la carica di primo cittadino in una città capoluogo.

Lo scenario è però più complesso, perché gli organi di controllo chiamati in causa sono almeno tre. Oltre a quella Regionale di Garanzia è infatti in carica un’altra Commissione, che si insedia ogni volta che all’orizzonte si preannunciano degli appuntamenti congressuali. In tal senso non sarebbero pertanto giunte minacce di rinvio, così come non è arrivato alcun altolà da parte della Commissione Nazionale. Quest’ultima si riunirà giovedì per un ulteriore approfondimento, a fronte dell’inaspettato colpo di scena.

Qualora si optasse effettivamente per uno slittamento delle consultazioni, non sarebbe automatica la riammissione di Ceriscioli, visto che la presa di tempo potrebbe anche riguardare solo l’ambito organizzativo e logistico dell’evento, ad oggi in alto mare in molte realtà marchigiane.

Ceriscioli si era aggrappato ai casi di Matteo Renzi e Michele Emiliano, giudicati simili alla sua situazione. Gli accostamenti erano stati tuttavia giudicati inconsistenti, dato che il regolamento non pone paletti sui doppi incarichi al segretario nazionale. Per quel che riguarda invece l’amministratore pugliese non esistono segnalazioni alla Commissione di Garanzia.

I sostenitori di Comi – prevalentemente renziani – non celano indignazione. Il coro è unanime: “E’ un caos, il Pd delle Marche ne esce con le ossa rotte. Facciamo una pessima figura”. Opposto l’umore dei supporters del sindaco di Pesaro, con il parigrado offidano Valerio Lucciarini che su Facebook si lascia andare ad un esplicito “avanti tutta”.

Proprio Comi avrebbe dovuto chiudere la campagna elettorale a San Benedetto, venerdì prossimo. Al comizio presso la sede dell’Associazione Pescatori di Via Marinai d’Italia sarebbe seguita la cena al ristorante Papillon, in compagnia dei simpatizzanti. Calendario che potrebbe a questo punto subire stravolgimenti.

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