SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  “La stagione dell’attesa è finita. E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità”. E’ questo, in poche parole, quanto affermato – all’unanimità – nel corso della riunione del consiglio direttivo di Noi Samb andato in scena lunedì sera. Tra i punti all’ordine del giorno, ovviamente, c’erano le delicate situazioni che hanno tenuto banco negli ultimi giorni, dalle difficoltà manifestate da Moneti alla contestazione fatta dai tifosi al sindaco di San Benedetto nel corso della gara di domenica pomeriggio.

“Abbiamo dialogato con tutti – spiegano – Siamo stati al fianco del presidente della Samb e, con lui, abbiamo dialogato con l’amministrazione comunale. Ma ora è venuto il momento che tutte queste parti inizino ad assumersi le proprie responsabilità”. Il messaggio è chiaro ed è rivolto sia al primo cittadino che al patron rossoblu: “Non ci si può illudere che la contestazione fatta dalla curva – affermano dal direttivo – arrivi perché qualcuno ha frainteso un gesto goliardico. Il sindaco di San Benedetto deve assumersi le proprie responsabilità e impegnarsi fattivamente per garantire alla Sambenedettese quel supporto che un’amministrazione comunale dovrebbe garantire alla squadra cittadina”.

Nel corso della riunione sono infatti stati ricordati episodi precisi e specifici come la rosa di imprenditori che il Comune avrebbe dovuto contattare e che non hanno mai ricevuto né convocazioni né chiamate o la questione dei campi nell’area Brancadoro che sarebbe dovuta giungere ad una svolta entro la fine del mese di gennaio e che invece è ancora in una fase di stallo.

Ma l’appello di Noi Samb viene fatto anche al presidente Gianni Moneti: “Ha fatto tanto, tantissimo – concordano dall’associazione – e probabilmente senza il suo intervento la Samb non sarebbe neppure in Eccellenza. Ma questo non è il momento di lanciare allarmi. Questo è il momento di andare avanti nel percorso che lui stesso ha scelto di intraprendere. La Samb deve finire questo campionato, vincerlo, ed iscriversi in serie D e tutti stiamo lavorando per questa causa e per gettare le basi di un futuro meno incerto”.

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