SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quella che ad inizio anno doveva essere la sfida per il campionato – situazione smentita dai fatti, ma rinverdita da una serie di dichiarazioni mai amichevoli – si è rivelata una battaglia esclusivamente dialettica, tra una squadra già grande e una che non lo è ancora.

La partita, per gli amanti del bello, non è stata il massimo: anzi. Ma quello di oggi è un capolavoro tattico di Mosconi, riuscito a far passare inosservata un’inferiorità numerica lunga un’ora grazie ad una partita accorta e audace allo stesso tempo.

Nei primi minuti (a parte i cori contro Gaspari) gli unici spunti della partita erano dati dalla difesa della Folgore e dalla manovra a rilento della Samb, troppo poco aggressiva nell’attaccare gli spazi. In questo i biancoazzurri ci mettono del loro, con un 4-3-3 a “fisarmonica” utile sia in copertura (con le ali che fanno densità in mezzo) che in fase offensiva, con gli esterni pronti sia ad allargarsi che stringere verso il centro.

La Samb rischia poco ma – con Padovani e Piccioni costretti a coprire – è costretta ad agire soprattutto per vie centrali, con Tozzi Borsoi costretto ad indietreggiare e i centrocampisti che dovevano agire su spazi troppo stretti. La prima, vera, occasione dei rossoblu (il tiro-cross di Tozzi Borsoi, al 21′), quella del risveglio, è invece diventata l’inizio di un (potenziale) incubo: tre angoli di fila, prima, e l’espulsione di Baldinini poi.

I primi due corner – calciati da Amaranti – sono stati ribattuti in corner, il terzo – sul quale è andato Zebi – ha portato al contropiede di Rosa, atterrato dal centrocampista rossoblu. Siamo al 23′ e – con l’uomo in meno – i rossoblu non rinunciano ad attaccare, anzi.

Mosconi se la gioca benissimo: con il mantenimento dei tre attaccanti costringe la Folgore a non sbilanciarsi, agevolando – in questo modo – sia alla fase difensiva che il contropiede, con Padovani pronto a scattare. A centrocampo la sistemazione di Fedeli e Zebi è molto interessante; praticamente, un sistema a tre “col morto”: in fase di possesso Zebi accorcia davanti alla difesa e Fedeli si alza sulla mezzala, in fase di non possesso i due coprono quasi sulla stessa linea, con Fedeli che si accentra e Piccioni che accorcia sulla sinistra. Il gioco funziona.

Il Folgore – a parte qualche azione di rimessa – conclude poco, la Samb, grazie a una situazione tattica più aperta, diventa pericolosa. Gli ospiti provano a fare la gara, ma i rossoblu – che attaccano su spazi più ampi – riescono a rendersi via via più pericolosi, sfiorando il gol con Viti (alto) e Padovani, fermato da un super Merletti.

Così, nonostante l’uomo in meno, i rossoblu se la giocano alla pari senza mai subire sul serio. Tra primo e secondo tempo gli unici spifferi arrivano sugli interventi sballati di Seye Mame (troppo goffo, oggi) e in contropiede, mentre dalle parti di Merletti i rossoblu – anche se a tratti – mettono tanta paura.

La vera svolta tattica, in fase offensiva, arriva con l’inserimento di Tartabini per Piccioni: con il terzino in posizione di mezzala, e Padovani al fianco di Tozzi Borsoi, gli attaccanti hanno più libertà di manovra e – soprattutto – Fedeli può ricominciare ad inserirsi con regolarità. Proprio sulle incursioni del giovane rossoblu arrivano le occasioni migliori della partita, con il centrocampista che al 64′ costringe al miracolo Merletti e, 5 minuti dopo, fa partire l’azione che porta al rigore su Zebi.

Un’azione, quella del rigore, che coinvolge tutti i protagonisti: prima Fedeli, che ruba palla sulla trequarti, poi Padovani-Tartabini (col centrocampista che mette dentro), poi Tozzi Borsoi, che mette in difficoltà Merletti facendo carambolare palla su Zebi (atterrato da Polenta). Rigore ineccepibile – nonostante le recriminazioni di Lattanzi – e gol di Tozzi Borsoi, che batte – non senza brividi – Merletti.

Giunto il vantaggio, la partita finisce: la Samb copre ermeticamente, ripartendo con pericolosità, la Folgore – troppo poco coraggiosa – tira fuori solo grinta e lanci lunghi.

Per i rossoblu si tratta di una vittoria molto importante, che – oltre a dimostrare grande solidità – testimonia un coraggio (ai limiti della presunzione agonistica) da pochi. Il Folgore (che ha giocato un’ora con l’uomo in più) non è mai sembrato in grado di vincerla, la Samb (nonostante l’uomo in meno) non ha mai smesso di giocare per la vittoria.

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