SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un fermo pesca ad intermittenza. La proposta arriva dalla marineria sambenedettese, contraria a bloccare il mercato del pesce nel periodo estivo per 50 giorni. “Non porta benefici né al mare, né alle aziende”. Ecco allora l’idea di una settimana breve, riducendo di un giorno le uscite in mare per un arco di quattro mesi.

“Così facendo – spiegano gli armatori Pietro Ricci e Antonio Grossi – si continuerebbe a pescare senza stop prolungati”. Posta all’attenzione dell’ex ministro Nunzia De Girolamo, l’ipotesi si sarebbe però arenata una volta che l’incarico è passato ad interim al premier Enrico Letta.

In alternativa, si potrebbe mettere in campo il cosiddetto ‘fermo pesca a zona’. Da Pedaso al Tronto, da 3 miglia dalla costa e a 50 metri di profondità, si ridurrebbe lo sforzo di marineria, passando dalle 96 ore lavorative settimanali alle 50.

Il Pd ascolterà le istanze della categoria attraverso la creazione di un tavolo permanente sull’argomento. In prima fila, ancora una volta, il circolo Nord guidato dal segretario Andrea Manfroni, intenzionato ad intitolare la sezione (ad oggi senza nome) ad un personaggio che si è distinto nel settore, se non allo stesso Porto.

L’assessore Fabio Urbinati ha quindi annunciato che da marzo, presso il Mercato Ittico di San Benedetto, le aste prenderanno il via già alle 3,15, con un’ora d’anticipo rispetto all’appuntamento attuale. Si tratterà di una sperimentazione, che proseguirà per cinque settimane.

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