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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il quartiere di Sant’Antonio ha come presidente Giorgio Fede: una caratteristica è che pone molta attenzione ai più piccoli, con attività ludiche, ricreative e con molte manifestazioni che fanno da collante, con per esempio nel periodo natalizio la discesa di Babbo Natale dal campanile, oppure le fochere; la castagnata a novembre; il teatro comico, ma soprattutto con i centri estivi che si svolgono nell’area verde, del parco di via Lombardia, per il recupero compiti che comprende, anche, attività ludiche. Queste attività estive sono effettuate dietro pagamento di una piccola quota economica. Sempre per i bambini c’è una collaborazione con la scuola Bice Piacentini per i servizi ad integrazione scolastica di doposcuola che, avviene all’interno dell’istituto.

Sono tante le attività trasversali che il comitato ha concretizzato, tra cui un sito Internet ed una pagina facebook, costantemente aggiornati, che permettono di arrivare ad un maggior numero di abitanti.

Quando è stato costituito il comitato? Da quante persone è composto? Quali zone comprende e quanti abitanti?

“Il comitato è stato costituito dal 2008, il direttivo è composto da undici persone. Oltre alla mia figura di presidente, c’è il vice presidente, Andrea Traini; il tesoriere Pietro Colucci; il segretario Gianandrea Marioli; i consiglieri Antonio Sante Alfonsi, Tarcisio Bastarelli, Donato Coccia, Massimo Cruciani, Alfredo Di Concetto, Alessandro Palestini e Nazzareno Splendiani. Il quartiere ha un territorio vasto e si sviluppa in un perimetro circoscritto dal lungomare ad est, via Voltattorni a sud, via Formentini, via Cadore a nord e ad ovest dalla zona collinare tra via Sigismondo Damiani, via Vespasiani e via Anacapri, con un totale di 6.500 abitanti circa”.

Veniamo ora alle problematiche: ci può descrivere quali sono i problemi principali?

“Essendo uno dei quartieri più grandi e con molti punti nevralgici (come per esempio il comune, l’INPS, il lungomare, viale De Gasperi, il nosocomio ecc…) ci sono varie problematiche. Nel periodo estivo il problema maggiore è rappresentato dalla movida, ma soprattutto dalla mancanza d’educazione e di rispetto reciproco. Come la maggior parte dei quartieri c’è il problema degli allagamenti che crea disagi a numerosi esercizi commerciali, ma anche ai numerosi sottopassi che sono resi inagibili. Non è da sottovalutare, anche, il manto stradale dissestato.  Per non parlare della mancanza di aree verdi e del degrado in cui versa il lungomare. Negli anni passati un grande e grave problema era costituito dai numerosi writer che imbrattavano le aree comuni e numerosi sono stati gli atti vandalici. Per ovviare tale disagio, che ha provocato ingenti danni, assieme all’Amministrazione comunale, abbiamo deciso di recintare e chiudere l’area verde per tutelare tutta la zona. Ciò è possibile grazie ad alcune volenterose persone, che si sono organizzate in turni. Il comitato ha creato un’associazione ad hoc che gestisce l’area verde e crea eventi che, sono autofinanziati. Un altro argomento spinoso è la gestione del traffico”.

Che rapporto ha con i residenti? Siete un punto di riferimento per loro?  Dove vi incontrate?

“Noi del quartiere di Sant’Antonio siamo fortunati perché abbiamo una sede tutta nostra cioè la casetta di legno, sita in via Lombardia, all’interno del parco Wojtyla. Il rapporto con i residenti è buono e proficuo. I cittadini partecipano anche se non sono molto numerosi e ci segnalano problemi e cose che non vanno, ovviamente ognuno per motivi che lo riguardano da vicino. Noi cerchiamo di raggruppare le segnalazioni ed intervenire per quel che ci è possibile”.

Come sono le relazioni con gli altri comitati? E con l’Amministrazione?

“Con gli atri comitati di quartiere, i rapporti sono ottimi. Cerchiamo di collaborare sinergicamente tra di noi e quando è possibile facciamo anche delle proteste, delle manifestazioni o dei cortei. Anche con l’Amministrazione comunale i rapporti sono buoni e, nonostante il momento è critico, collaborativi. Stiamo cooperando, anche, con la Picenambiente per far partire il progetto del porta a porta spinto che porterà alla scomparsa dei cassonetti”.

Quali sono i prossimi progetti?

“I prossimi progetti riguardano la riqualificazione del lungomare nord e dell’area Cerboni. Mi auguro si concretizzino presto perché sono i biglietti da visita per i turisti, ma anche un motivo di vanto per l’intera collettività sambenedettese”.

 

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