SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Così il sindaco Giovanni Gaspari ha ricordato Giovanni Quondamatteo, poeta dialettale sambenedettese, scomparso il 1° febbraio 2014.

Prima protagonista di un’epopea segnata dalla fatica, quella del mare, che ha fatto grande la nostra città, poi arguto utilizzatore del dialetto come strumento immediato ed incisivo per raccontare in versi i cambiamenti della società.

Giovanni Quondamatteo è stato un prezioso testimone di un’epoca, le sue poesie parlano di vicende tristi e buffe, di personalità autorevoli e di persone qualunque che però sapevano lasciare un segno negli altri: storie che tutti abbiamo apprezzato, che Giovanni regalava a chiunque gliele chiedesse e che gli sopravvivranno.

Ci mancherà la sua generosità, la sua presenza semplice capace di spezzare ogni rituale per offrire occasioni di riflessione o di rimpianto o d’ilarità.

Lo voglio ricordare con la motivazione che accompagnò il “Gran Pavese Rossoblù” che la Città gli attribuì nel 2012: “Per l’inesauribile vena artistica che ha rallegrato eventi popolari cittadini ma soprattutto per l’ispirazione poetica capace di toccare le corde più profonde del comune sentire della città e di ravvivare la memoria delle tradizioni più autentiche della nostra comunità”.

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