Quale zona della città delinea il quartiere Santa Lucia?

“I confini del quartiere sono definiti a est dalla strada Statale 16 (via della Liberazione), a nord da via Sardegna, a sud a ridosso della zona di Villa Brancadoro e a ovest fino ai confini comunali con Acquaviva Picena”.

Quando è stato costituito il comitato? Da quante persone è composto? Quanti abitanti?

“L’attuale comitato è stato costituito nel 2012 ed è composto da cinque persone: il vice presidente Giuseppe Bianconi, la segretaria Alfiera Carminucci, il tesoriere Gabriele De Carolis ed il consigliere Amelia Federzoni. Il quartiere appartiene ad una zona vasta anche se prettamente residenziale e collinare e conta circa 1600 abitanti”.

Quali sono le problematiche del quartiere?

“Per la sua ubicazione il quartiere è spesso prigioniero di se stesso. Manca un’adeguata asfaltatura, ma soprattutto un marciapiede che colleghi la statale 16 (dal Mc Donald’s) alla zona Brancadoro. Mi rammarico, anche, di non avere una sede tutta nostra per le riunioni e un’area verde che serva da collante per giovani ed anziani. Da anni, nel quartiere manca una linea di autobus urbana che possa soddisfare le esigenze delle molte persone anziane qui residenti. Sarebbe positivo avere qualche corsa giornaliera in modo che, soprattutto gli anziani, non si sentano isolati dal centro della città. L’unica scuola che avevamo nel quartiere (in via dei Lauri) è stata chiusa, nonostante la raccolta di 2500 firme da parte dei residenti contrari ed i bambini sono stati trasferiti nella struttura di via Asiago”.

Che rapporto ha con i residenti? Siete un punto di riferimento per loro? Quando vi incontrate? Dove?

“Purtroppo nelle assemblee, i cittadini, sono sempre poco numerosi e poco partecipi. Comunque il rapporto è buono, attivo e proficuo. I residenti ci segnalano problemi e cose che non vanno, ovviamente ognuno per motivi che lo riguardano da vicino. Noi cerchiamo di raggruppare le segnalazioni ed intervenire per quel che ci è possibile. Ci incontriamo nel salone parrocchiale di Sant’Antonio 2 volte l’anno oppure in qualche casa offerta da privati”.

Come sono le relazioni con gli altri comitati?

“Positive e quando possibile collaborative”.

Come va la raccolta differenziata nel suo quartiere? Ci sono stati dei problemi?

“Inizialmente, grazie alla negligenza di qualche abitante del quartiere, non bene e la zona assomigliava ad una discarica a cielo aperto. Attualmente la situazione è migliorata molto”.

Cosa si augura per questo quartiere? Quali sono i progetti a cui tiene particolarmente? 

“Innanzitutto vorrei valorizzare le poche cose che il quartiere ha a disposizione, come per esempio la piccola chiesa di Santa Lucia che viene aperta solo una volta al mese per la funzione liturgica. Vorrei riportare la festa di Santa Lucia ad una solennità celebrativa; creare un centro di aggregazioni o una ludoteca che serva a socializzare le varie fasce d’età e magari avere spazi verdi attrezzati”.

 

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