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Interviste di Massimo Falcioni
Riprese e montaggio di Arianna Cameli
Telegiornali ore 14 e ore 19 e in replica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Impallinato dal sindaco, il presidente della Commissione d’inchiesta sullo stadio risponde a tono. E si pente: “Ho sbagliato a non registrare le sedute e a chiudere le audizioni alla stampa”, ammette Pierluigi Tassotti. “La decisione l’avevo presa per garantire serenità ai componenti, ma visti gli attacchi ricevuti forse sarebbe stato meglio non ascoltare le indicazioni della segretaria comunale”.


Per questo motivo l’ultimo appuntamento, che ospiterà l’atteso intervento di Loredana Emili, Sergio Pezzuoli e Renato Ciarrocchi, sarà a porte rigorosamente aperte. Uno strappo alla regola che invece non riguarderà l’incontro di martedì 28 gennaio, riservato alle ditte che vantano dei crediti nei confronti della Rdp.

Ne verranno tre di Cupra ed un paio di San Benedetto su un totale di circa quindici. Cosa c’è di grave nell’ascoltarle? Io non ho chiamato nessuno, chi parteciperà ha chiesto di farlo”. Sui rapporti di parentela tra il titolare di un’azienda e Tassotti, è lo stesso esponente azzurro a fugare ogni dubbio: “In una di queste compare mio cognato, che non è tra le persone che ascolteremo. Non l’avrei mai fatto venire. Fa parte di una di quelle imprese che hanno avviato un’azione legale contro la Rdp e non contro il Comune, come ha affermato erroneamente il primo cittadino”.

Proprio Gaspari ha invitato i componenti di centrosinistra a disertare le ultime due sedute, in segno di protesta.”Un’azione grave. Fa pressione sui consiglieri affinché non presenzino ad una Commissione che lui stesso creò, con lo scopo di fare chiarezza. Non si comprende questa sua ansia, forse non vuole che alcune cose vengano a galla. Le ditte, volenti o nolenti, sono parti in causa e le più danneggiate da questa storia, al pari della Sambenedettese. Sono realtà del posto, parliamo di 900 mila euro complessivi da restituire. Cifre che possono affossarti”.

La spaccatura causerà quasi certamente la composizione di due relazioni conclusive, da presentare in assise a metà febbraio. “Spero di realizzarne una e di condividerla assieme ai colleghi”, prosegue Tassotti, che però si dice convinto del successo dell’azione di boicottaggio auspicata dal sindaco: “In seconda convocazione basteranno tre presenze per avviare i lavori e non corriamo rischi”.

Caso incompatibilità. Il presidente torna al Consiglio del 2010, quando da team manager dei rossoblù decise di non pronunciarsi su una tematica che riguardava direttamente la società rivierasca. “Mi consideravo inopportuno, non incompatibile. Gli incompatibili il sindaco ce li ha al suo fianco, guardi nella sua giunta”.

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