SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Manca solo una firma. Quella della Medusa, che coprodurrà la pellicola detenendone per cinque anni l’esclusiva nei confini nazionali. Poi per “Lassù qualcuno ci ama” partiranno i casting, alla ricerca di attori per i ruoli principali e non.

Il protagonista e l’antagonista – preferibilmente del posto – dovranno avere un’età compresa tra i 9 e gli 11 anni, con una preparazione atletica e tecnica nell’ambito pugilistico. Gli allenamenti o gli incontri andranno inseriti all’interno di brevi filmati, corredati da alcune foto in primo piano e figura intera, curriculum vitae e autorizzazione dei genitori, che dovranno a loro volta lasciare loro contatti. Richieste simili anche per i provini riguardanti le figure complementari. Il materiale andrà inviato alla mail del regista Enzo Castellari (enzogcastellari@yahoo.it).

Il film vedrà la partecipazione di Franco Nero, di Drena De Niro (figlia di Robert) e di Quentin Tarantino, che si cimenterà in un cameo. L’opera, che sarà presentata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali quale film di “interesse culturale nazionale”, narrerà la realtà del pugilato minorile, macchiato dalla piaga delle scommesse clandestine.

La lavorazione durerà circa sette settimane e tra le locations monitorate dalla produzione spuntano alcune vie del Paese Alto, il Porto, il Palazzetto dello Sport e il Forum Sambenedettese di Porto d’Ascoli, dove Castellari avrebbe individuato l’Ambulatorio medico e lo scenario ideale per la ricostruzione degli scantinati.

La Film Commission Marche è in attesa che il produttore Gino Usai consegni la scheda definitiva del progetto, in modo da poter avviare i contatti con gli sponsor, chiamati a finanziare i due mesi di lavorazione. “Non ci dovrebbero essere problemi – informa Usai – visto che durante i ciak dei combattimenti saranno diverse le occasioni per riferimenti pubblicitari”.

I soldi andranno a coprire le richieste poste sul tavolo dalla troupe: pranzo al sacco per tutti, 17 assistenti tecnici e 4 furgoni, a cui si aggiungeranno le spese per gli alloggi. Tecnici ed attori dormiranno rispettivamente in hotel a quattro e cinque stelle, quest’ultimi assenti in Riviera.

Persistono invece i dubbi sulla mega-palestra, nella quale il racconto raggiungerà il suo apice. Lì il bambino protagonista esaudirà il suo sogno. “Occorrerà una sala grossa – conclude Usai – ce ne sarebbe una ad un centinaio di chilometri da San Benedetto. Qualora trovassimo un ambiente esteso qui da voi, potremmo riarredarlo ed adattarlo. Sarebbe più comodo, anche perché le comparse non sarebbero costrette a spostarsi in massa”.

 

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