TERAMO – E’ scattata all’alba di giovedi 23 gennaio l’operazione “Game Over”, condotta dal reparto operativo dei carabinieri di Teramo, coadiuvati dal nucleo operativo di Alba Adriatica. Tredici le persone fermate, quasi tutte residenti tra Martinsicuro e Colonnella, ma di origini partenopee. Un altro provvedimento di custodia cautalere è stato richiesto dai carabinieri per una quattordicesima persona che risulta tuttora ricercata. Sequestrati 25 chili di cocaina purissima che l’organizzazione criminale trasferiva da Napoli sulla costa teramana che, venduta al dettaglio, avrebbe fruttato circa 1,5 milioni di euro.

Le indagini, durate un anno e mezzo, hanno portato in carcere Gennaro Di Costanzo, considerato dai militari il capo dell’organizzazione criminale. Il 38enne napoletano era già stato arrestato a Barcellona nel 2005 con il boss degli scissionisti Raffaele Amato, e da qualche anno si era trasferito prima a Martinsicuro e poi a San Benedetto. All’uomo, tra l’altro, viene anche contestato il metodo mafioso ed è considerato dagli investigatori molto vicino al clan camorristico Amato-Pagano.

In manette anche Antonio Manzo,Carmine Pietropaolo, Ines, Aldo e Raimondo Buonavoglia. Agli arresti domiciliari è finita invece Donatella Mancini di Colonnella, oltre a Patrizio Andolfi, Antonietta Di Giorgio, Anna Maria Buonavoglia, Immacolata Odierno, Andrea Iozzi e Francesco De Luca. A tutti viene contestata l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso per tre dei soggetti arrestati.

“Nell’anno e mezzo di indagini abbiamo intercettato ventuno corrieri della droga – ha dichiarato il comandante provinciale Giovanni Tosti – riuscendo a sequestrare otto chili di cocaina per un totale di circa 25 chili di droga mossa dalla zone di Secondigliano e Scampia fino alla provincia teramana, coinvolgendo anche Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Un’operazione che ci ha spinto anche oltre i confini nazionali per gli arresti”.

Al successo dell’operazione hanno contribuito anche gli uomini della compagnia di Alba Adriatica, diretta dal comandante Raffaele Iacuzio: “Sono stati impiegati cento uomini oltre alle unità cinofile – ha spiegato il capitano Nazario Giuliani – In totale sono 72 le persone indagate. La cocaina sequestrata è pura all’80%.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’associazione era ben strutturata in diversi livelli operativi. La matrice camorristica dell’organizzazione è stata da subito evidente agli inquirenti e l’attività di indagine ha messo alla luce un vero e proprio asse Napoli-Teramo creato ad hoc per lo spaccio.

“Questo però non vuol dire che nel teramano ci siano infiltrazioni di stampo camorristico”, ha tenuto a sottolineare il comandate Tosti. Il clan era particolarmente abile nel cambiare i metodi di trasporto ed occultamento della droga, nello smistamento e consegna delle sostanze stupefacenti (cocaina e marijuana) e arrivava addirittura ad assistere gli “associati” dopo l’arresto, garantendo loro supporto legale e mantenimento per le famiglie”.

Le indagini sono state dirette dal sostituto procuratore David Mancini della Distrettuale Antimafia dell’Aquila, mentre le ordinanze sono state firmate dal Gip Marco Billi.

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