SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ascolteremo  5-6 ditte non pagate, poi Loredana Emili ed infine Renato Ciarrocchi”. Pierluigi Tassotti indica la road map e annuncia che i lavori della Commissione d’inchiesta sullo stadio slitteranno di almeno due settimane.

“Finiremo presumibilmente a metà febbraio”, informa il presidente. “Penso di chiamare chiunque sarà in grado di dare un contributo”. Martedì scorso è stata la volta della dirigente comunale Renata Brancadori, che ha dichiarato di aver dato seguito a delle delibere “legittime e regolari”, approvate dal Consiglio Comunale a partire dal 2010. Tassotti ha comunicato l’esistenza di alcune discrepanze rispetto alle spiegazioni fornite sette giorni fa dall’ingegner Enrico Cinciripini, uno dei soci della Rdp.

Le imprese che prenderanno parte all’audizione fornirono all’epoca i materiali per la realizzazione delle strutture su cui poggia l’impianto fotovoltaico. Poi sarà la volta dell’ex capogruppo del Pd, che sul caso del Riviera delle Palme sta conducendo da tempo una personale battaglia. “Faccio fatica a dirle di no, non posso rifiutarmi di sentirla”, prosegue Tassotti.

Nella Commissione però cova l’insofferenza per le decisioni adottate dall’esponente azzurro. Il centrosinistra accusa Tassotti di voler a tutti i costi trovare un capro espiatorio all’interno dell’amministrazione Gaspari su cui far ricadere le colpe.

Samb, Decasol, Troiani e Ciarrocchi, Rdp. La Emili che collegamenti ha con questi attori?”, si domanda Roberto Bovara. “Non c’entra niente e non deve dirci nulla. Quale supporto ulteriore potrebbe darci? Al massimo verrebbe a ricordarci il contenuto del suo dossier, nient’altro”.

Le osservazioni di Bovara trovano l’appoggio del resto della maggioranza, interessata a non concedere nuovamente il megafono ai due dissidenti. Ma pure per quel che riguarda le aziende fornitrici lo scetticismo è elevato: “I debiti mica sono stati contratti dal Comune. Oltre ad elencarci quanti soldi devono ricevere, non possono dare al gruppo alcun aiuto. E’ arrivata l’ora di giungere ad una sintesi”.

Immediata la replica di Tassotti: “Gli imprenditori avranno delle colpe, tuttavia hanno sborsato dei soldi. Forse fecero il passo più lungo della gamba. Bisogna valutare se furono indotti da qualcuno. Un’amministrazione dovrebbe vigilare sugli atti”.

Una volta terminate le consultazioni (in extremis potrebbe aggiungersi all’elenco anche Sergio Spina), il presidente stilerà la relazione conclusiva. Il resoconto quasi sicuramente verrà affiancato da un elaborato parallelo in rappresentanza della ‘compagine’ vicina al primo cittadino.

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