SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E dal regolamento del Pd scomparve magicamente l’articolo 8, che chiedeva di “evitare di convocare le assemblee in concomitanza di eventi nazionali o internazionali sportivi, o di eventi significativi locali”. Eccessivo il clamore generato nei giorni scorsi per mantenere intatta la norma. Meglio allora affidarsi al semplice buon senso, abbandonando un diktat che aveva riportato alla mente scenari fantozziani.

Lo statuto del Partito Democratico è stato approvato all’unanimità, come ha specificato su twitter al termine della riunione la segretaria Sabrina Gregori: “Grande lavoro e bella sintesi”, è stato il suo commento a caldo.

In realtà, non pochi sono stati gli emendamenti proposti dalla minoranza e successivamente approvati dall’Unione. Innanzitutto, è stata fissata al 20% la quota di membri necessaria per convocare un’assemblea o un ordine del giorno su un preciso argomento. Un compromesso che ha messo d’accordo l’opposizione interna – inizialmente propensa a fissare l’asticella al 10% – e la maggioranza, che ha notevolmente abbassato le proprie pretese iniziali. In merito all’articolo 25 (“coordinamento dei gruppi di lavoro dei Circoli”), la Gregori ha invece confermato l’idea dei tavoli di discussione. Questi stralciano l’ipotesi di gruppi di lavoro su temi generici. Le sezioni, dal canto loro, potranno organizzarsi in maniera indipendente, senza dover necessariamente rispondere alle direttive centrali.

Novità anche sul fronte dei Giovani, dato che tra i membri di diritto il documento originario non prevedeva la partecipazione del coordinatore Gd. Eventualità azzerata in corsa .

Rinviato il confronto sui rapporti tra Pd e amministrazione comunale. In tal senso verrà varata una normativa di comparto, ovvero un super regolamento ad hoc che analizzi il grado di autonomia del movimento dalla giunta in carica. “Abbiamo scritto una bella pagina – fa notare Gianluca Pompei –  si è dimostrato che si può fare confronto sereno e arrivare ad una sintesi. Sinceramente nutrivo dei pregiudizi”.

Non c’erano i dissidenti, nonostante la seconda parte della serata fosse interamente dedicata a loro. Le due sedie vuote hanno indispettito il segretario provinciale Antimo Di Francesco: “Bisogna mettere un punto fermo, non voglio più intervenire su questa storia. Mi spiace che Loredana e Sergio non si siano presentati, gli organismi sono i luoghi del dibattito. Non c’è la volontà di estromettere nessuno”.

Conclusione che racconta alla perfezione lo stallo in atto. Nessuno ha intenzione di compiere la prima mossa, a partire dallo stesso Pd, che non intende sobbarcarsi l’infelice etichetta di epuratore. Dall’altra parte, Emili e Pezzuoli stanno puntualmente  rimandando il momento dell’addio (nei fatti inevitabile), mantenendo congelati i rapporti con gli ormai ex compagni d’avventura: “Tutti sanno tutto, se non ci sono azioni concrete non abbiamo più nulla da dire”.

La Gregori fa però sapere che l’articolo 11 del regolamento nazionale della Commissione di Garanzia impedisce il possesso di una tessera democratica a chiunque faccia parte di un gruppo differente dal Pd. Tradotto: se passate al Gruppo Misto, niente rinnovo della tessera.

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