SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di nuovo in Prefettura. Il Popolo della Libertà scrive ancora una volta a Graziella Patrizi “per segnalare da parte dell’amministrazione comunale i ritardi delle risposte alle nostre interrogazioni”. Il riferimento è al documento del 22 novembre 2013, al quale si sarebbe dovuto replicare entro 30 giorni, “come da regolamento”.

Si tratta di controdeduzioni del centrodestra alle risposte del primo cittadino dedicate alla prima interrogazione, risalente al 3 settembre. Qui il Pdl proponeva nove quesiti, chiariti – a detta del movimento azzurro – solo in parte.

“Già la prima volta il Prefetto dovette intervenire – ricorda Pasqualino Piunti – adesso la storia si ripete, con la nostra richiesta di chiarimenti ad alcuni punti inevasa”.

I dubbi non risolti riguardano i nomi delle ditte indicate in sede di gara dalla Samb 2009 per i lavori di messa a norma e di realizzazione delle strutture di sostegno dell’impianto fotovoltaico. Inoltre, “per quale ragione la ditta Busi, incaricata in un primo momento, fu sostituita dalle ditte Troiani e Ciarrocchi e dalla ditta Decasol?”. Infine “non risulta chiarito come mai il Comune non esercitò alcun controllo su tutte le operazioni di realizzazione dei lavori e sulle cessioni del ramo d’azienda”.

“Tra un po’ saranno passati due mesi – insiste Piunti – ormai è consuetudine il mancato rispetto delle regole, sia sul fronte delle convocazioni dei Consigli che in quello delle interrogazioni”.

In merito invece alle accuse mosse dal sindaco ai berlusconiani, colpevoli di strumentalizzare la questione della mini-Imu, il vicepresidente della Provincia ironizza: “Se intervenissi legittimerei il suo delirio. Vede nemici ovunque. Accusa di incapacità l’amministrazione Martinelli? Rispetto a quell’esperienza Gaspari ha raccolto un +25% di spesa corrente ed un -21% di investimenti. Il Commissariamento fu un atto di dignità politica se paragonato ai suoi otto anni di danni”.

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