SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era a Reggio Emilia e la disfatta del Milan l’ha commentata in diretta. “Sul 2 a 0 ho pensato che sarebbe finita in goleada. Ma appena il Sassuolo ha segnato l’1-2 ho capito che l’avrebbero raddrizzata”. Maurizio Compagnoni non pare sorpreso dell’esonero di Massimiliano Allegri. In fondo i precedenti avrebbero dovuto insegnare qualcosa: “E’ una costante del calcio italiano, se l’allenatore è in partenza la squadra molla. Accadde con Lippi, Eriksson, Mancini, Stramaccioni. Inoltre, i rossoneri in Campionato non lottavano più per niente, erano scomparse le motivazioni. E’ normale che succeda quando il terzo posto è lontano 20 punti, è questione di inconscio. Almeno adesso con Seedorf i giocatori avranno l’interesse a mettersi in luce agli occhi del mister, che sarà quello che lì guiderà pure l’anno prossimo”.

Per il telecronista di Sky la follia fu maturata a monte: “Gli errori furono due. Confermare Allegri da una parte e accettare dall’altra, rifiutando un contratto biennale della Roma, che ti dava più soldi e ti garantiva una rosa più forte che era reduce da due fallimenti consecutivi. C’era solo da guadagnare nella Capitale e solo da perdere al Milan, con un presidente che oltretutto non lo digeriva. La passata stagione fu condotta sopra i limiti, quest’anno non poteva che andare così. Poi è ovvio che i 22 punti non rappresentano la reale forza della squadra”.

Il tecnico olandese? Un mistero. “Non so se quella di Seedorf sia una buona scelta o meno. Giocava fino all’altro ieri, è alla primissima esperienza”. Un vantaggio tuttavia c’è: “La tempistica d’ingaggio è perfetta, non ha nulla da perdere. Avrà quattro mesi per fare ‘scuola guida’. Meglio che la faccia a Campionato compromesso piuttosto che il prossimo anno. Non avrà pressioni fino al primo luglio”.

Intanto, sul lato opposto dei Navigli non sono minori le ansie dei tifosi. “Thohir si sta dedicando alla cura del bilancio. Non ha preso grandi giocatori e finora non ha cambiato una persona del vecchio staff di Moratti”. Con i risultati che scarseggiano, a dominare sui media è soprattutto l’avventura sentimentale in corso tra Mauro Icardi e Wanda Nara. “La società dovrebbe imporre il silenzio – taglia corto Compagnoni – ma è una fase di transizione con un vuoto di potere. Molti dirigenti non sanno che fine faranno. Capisco quindi che non prendano di petto una situazione assurda che non dovrebbe presentarsi in un piccolo club, figuriamoci all’Inter. La vicenda si sta trasformando in barzelletta”.

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