Politica o farsa. Negli ultimi giorni due ‘passaggi’ della politica italiana mi hanno colpito in modo particolare. Riguardano Grillo e Alfano. Per il primo i commenti di quasi tutta la stampa a mò di derisione perché era stato messo in minoranza dai suoi iscritti sull’abolizione del reato di clandestinità. Gli stessi organi di stampa che lo avevano precedentemente criticato perché reo di voler imporre il suo pensiero “Così fanno i dittatori…”, dicevano.

Del ministro Alfano ne ho sentita una stamattina su Radiouno che un comico non l’avrebbe detta meglio “Prendo un solo stipendio ma faccio più lavori”. Alla domanda del conduttore sul suo grande impegno lavorativo ha risposto: “Nessuno mi obbliga ad impegnarmi così tanto per l’Italia ma lo faccio perché ho molto a cuore la mia nazione”.

Ho subito spento la radio subito dopo che il giornalista è passato ad altra domanda senza soffermarsi sulla “scemenza” che aveva appena ascoltato.

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