SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Distanti come prima. Anzi, più di prima. “Chiediamo un rimpasto, che ridia credibilità ad un’amministrazione ingessata e troppo preoccupata ai destini personali, più che a quelli della città”. Loredana Emili e Sergio Pezzuoli conosceranno la (prevedibile) risposta alle loro pretese il prossimo 20 gennaio, quando l’Unione Comunale metterà la parola fine alla querelle in atto da oltre un anno con i due dissidenti.

Nel faccia a faccia di martedì sera non sono mancati momenti di tensione. Da una parte l’ala ribelle, dall’altra la base del Pd, capitanata dai vari segretari (da Di Francesco in giù) e dal capogruppo in Consiglio, Claudio Benigni.

Abbiamo proposto questioni non negoziabili – dichiara la Emili – legate a principi di valori, correttezza, legalità e trasparenza. A cui si aggiunge un rinnovamento della giunta. Non facciamo nomi sugli assessori da sostituire e non ci consideriamo in gioco”.

Nessun interesse per le poltrone, bensì per un crono-programma “magari ridimensionato, ma almeno fattibile”. Basta con gli annunci: dal Piano Regolatore al lungomare, passando per parcheggi e bretella. “Tutto fermo e puntualmente riproposto. Col Psi è stato persino promesso l’addio alle partecipate, dopo che in Consiglio si è recentemente prorogata l’esistenza del Consorzio Turistico. Assurdo. O si fa un’analisi seria ed impietosa di questo partito o non ha senso”.

L’addio è dietro l’angolo, dal momento che il Pd non ha mosso ciglio, ribadendo la legittimità delle azioni compiute. La coppia potrebbe riconsegnare la tessera, a meno che non subentri l’ipotesi di una auto-sospensione a tempo, a cui però credono in pochi. “Se si sta dentro un progetto comune si rispettano le regole e i voleri della maggioranza, sennò non ha senso aderire”. Motivo per cui l’approdo al Gruppo Misto pare oramai inevitabile.

In più di tre ore di resa dei conti, il caso Canducci è riemerso con foga. All’interrogazione sui rapporti tra l’assessore all’Urbanistica e la Troiani&Ciarrocchi il gruppo consiliare dei democrat replicò immediatamente con un messaggio di solidarietà nei confronti dell’esponente ambientalista. “Se tutto era normale – è l’accusa di Emili e Pezzuoli – perché la collaborazione intercorsa non venne svelata prima? Il Pd si è mai posto il problema? In altre realtà, dove siamo forza di minoranza, ci aggrappiamo alle cavolate, nei posti in cui governiamo invece siamo più realisti del Re”.

Tra le recriminazioni della Gregori e Benigni puntuale il riferimento ad un altro episodio dell’assise del 30 novembre 2013. Il Commissariamento fu sventato dal presidente Calvaresi, che garantì la tredicesima presenza utile per il proseguo dei lavori. Inaccettabile secondo loro l’idea di impegnarsi per far andare a casa una coalizione guidata dal partito d’appartenenza. “E cosa avremmo dovuto fare? Sulla base di quale accordo avremmo dovuto garantire il numero legale ad una squadra che nemmeno ci invita alle riunioni?”.

L’epilogo, rigorosamente su twitter, lo sancisce la stessa segretaria: “Andreotti diceva: il potere logora chi non ce l’ha. Io correggo dicendo: il potere logora chi lo ha perso”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 424 volte, 1 oggi)