SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dieci giorni per capire se San Benedetto potrà essere lo sfondo ideale al suo racconto. Enzo Castellari deciderà a breve, “anche perché il film è ambientato in inverno”. Il sopralluogo effettuato sabato scorso ha regalato qualche spunto, ma niente di più: “Dobbiamo ancora concretizzare – dichiara il regista romano – l’accordo va siglato con la Film Commission Marche, con la Regione ed infine con il Comune. Di preciso non posso dire nulla, è tutto in divenire. Se sarà fumata bianca tornerò in Riviera e studierò meglio i posti, la settimana scorsa ho dato alcune occhiate veloci, rapidissime. Mi sono fermato appena quattro ore”.

Prima si parte, meglio è. “Lassù qualcuno ci ama” (o in alternativa “Anche gli angeli piangono”) racconterà la realtà del pugilato minorile, macchiato dalla piaga delle scommesse clandestine. Ci sarà il ragazzino promettente (la produzione spera in un attore del posto), mentre Franco Nero interpreterà il vecchio campione, che gli farà da insegnante nel tentativo di portarlo al trionfo. La lavorazione durerà circa due mesi.

Il Palasport “Bernardo Speca” inizialmente attenzionato, potrebbe non rientrare più nei piani di Castellari: “Non so se mi servirà. Ho bisogno di una palestra, dovrà essere bellissima. Ricostruirla sarebbe assai complesso. Poco tempo fa ne vidi una nei pressi di Assisi, stupenda. Ospitava quattro ring, una cinquantina di sacchi. Può darsi che qualora non ne trovassi una nel territorio marchigiano, potrei spostarmi là per dei ciak. E’ importante come luogo, lì si svolge la scena centrale del racconto, una scena favolistica, dove il bambino raggiunge il suo sogno. Proprio lui, abituato in precedenza alle cantine”.

Di San Benedetto quali posti reputa azzeccati per la pellicola?

“Ho notato i vicoletti della parte vecchia della città. Il Paese Alto mi sarebbe utilissimo, in quanto coerente al racconto. L’approccio col Piceno è stato positivo. Ovviamente tutto andrà concordato con sceneggiatori, aiuto regista, produttori, direttore della fotografia”.

Pensa di girare pure sul lungomare?

“Mi interesserebbe, peccato però per le scogliere che ostruiscono la vista. Mi hanno detto che si sono rese necessarie per l’erosione,  ma non è un panorama troppo bello a livello cinematografico”.

Come sono nati i contatti con San Benedetto?

“Il primo approccio avvenne con la Regione Marche, a Roma. Successivamente io e Nero ci siamo recati ad Ancona ricevuti dalla Film Commission, che ci ha posto la Riviera come ipotesi. Poi sono venuti fuori discorsi relativi agli sponsor e all’ospitalità negli alberghi cittadini”.

La città verrà citata nel film, oppure non saranno previsti riferimenti geografici?

“Certo che verrà citata, mi interessa che la trama si svolga esattamente lì. La realtà locale sarà visualizzata”.

Una parentesi sul suo feeling con Franco Nero. Possiamo accostarlo al rapporto che Fellini instaurò con Mastroianni?

“Come Fellini e Mastroianni? No, molto di più! Dopo il primo film, “La polizia incrimina, la legge assolve”, girammo assieme tanti altri successi. E’ un sodalizio fortunato ed amichevole, basato su un profondo rispetto reciproco che prosegue da anni”.

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