SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sono passati più di due mesi dalle elezioni e dobbiamo ancora metterci in marcia. Renzi in meno tempo ha già sparigliato le carte, dovremmo prendere esempio da lui”. Le rivelazioni in casa Pd giungono a bassa voce, in maniera rigorosamente confidenziale, perché ad oggi nessuno intende mettere in discussione la leadership della nuova segretaria sambenedettese. Almeno pubblicamente. Certo, le primarie nazionali dell’8 dicembre hanno contribuito a rallentare i tempi, nonostante un rendimento tra gli iscritti a dir poco deludente: su 2429 partecipanti, i tesserati sono stati appena 376, pari al 15,4% del totale.

I dieci tavoli per la città, promossi alla vigilia della nomina, non hanno ancora visto la luce: “Presto saranno attivi, coinvolgeremo i sambenedettesi sugli argomenti più sentiti”. C’era pure intenzione di varare un forum giovanile che avrebbe assunto la responsabilità della visibilità digitale della forza politica.

L’altra accusa ricorrente riguarda il destino di una squadra legata a doppio filo con l’amministrazione Gaspari. Una mancata indipendenza rimarcata dagli oppositori interni, ma pure dalla nuda e cruda composizione dell’Unione Comunale, composta dal primo cittadino, da entrambi gli assessori in quota democratica e da tutti e sette i consiglieri comunali,  fatta eccezione ovviamente per i dissidenti.

Sabrina Gregori incontrerà venerdì sera il parigrado dei Socialisti, Umberto Pasquali. Un faccia a faccia atteso, nel quale il partito del Garofano chiederà di annullare le tensioni che da oltre un anno impediscono al centrosinistra di portare in porto il programma di mandato. In pochi credono ad una reale ipotesi di strappo. Gli stessi Sestri e Laversa non sembrano riconoscersi nei toni adottati da Pasquali e tra i democratici è diffusa la convinzione che il primo a pagare un possibile divorzio sarebbe proprio il Partito Socialista: “Dove andrebbero senza di noi?”. Scenario condivisibile, che tuttavia mette in risalto la precarietà della tenuta della giunta. La defezione forzata di Andrea Marinucci al Consiglio Comunale del 30 novembre scorso fotografò una situazione pericolante, aggiustata solamente dalla decisione del presidente dell’assise Calvaresi di garantire il numero legale. Motivo per cui il mal di pancia di Pasquali verrà monitorato con attenzione.

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