SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di mezzo c’è sempre la Sambenedettese. Evocata, sbertucciata, o semplicemente citata. Guai ad offendersi, ci mancherebbe. Ma dopo l’ennesimo accostamento ci si chiede se il termine non sia di diritto entrato nel linguaggio comune degli italiani.

L’ultimo episodio in ordine di tempo vede come protagonista Ermete Realacci. Ospite martedì mattina ad “Agorà” (per guardare il video clicca QUI, dal minuto 70), il deputato del Pd prende di mira il movimento dei Forconi. Si discute del malore di Bersani, degli inquietanti messaggi di irrisione nei confronti dell’ex segretario del Pd comparsi sui social-network. E’ l’occasione giusta per attivare una riflessione sui media: “Twitter è come una piazza affollata, se non urli non ti sente nessuno”, dice l’esponente ambientalista. “Lo stesso vale per la televisione. Se i Forconi hanno avuto tutto quello spazio è perché c’era una domanda di quel tipo di comportamenti e di linguaggi che sembrava facessero audience”. Quindi la battuta: “Se i tifosi della Sambenedettese avessero avuto lo spazio che hanno avuto loro, Piazza del Popolo sarebbe stata strapiena. Con tutto lo spazio avuto, a Piazza del Popolo c’erano quattro gatti, ma hanno avuto una rilevanza mediatica maggiore. A me preoccupa molto la sofferenza sociale nascosta, le enfatizzazioni dell’urlo fanno audience”.

Una volta c’era la ‘casalinga di Voghera’, stereotipo della donna dal basso livello d’istruzione. O ‘Canicattì’, per indicare un posto lontanissimo da noi, il non-luogo per eccellenza. ‘Sambenedettese’, parola lunga, zeppa di consonanti e dalla sonorità simpatica, viene invece presa in prestito quando ci si vuole addentrare in un paragone, puntualmente azzardato, o in un contesto dall’epilogo goliardico.

L’uscita di Massimo D’Alema ad Oslo nel 2007 , le ripetute battute di Giampiero Mughini a “Controcampo”, la celebre  barzelletta raccontata da Pippo Franco (in quel caso però si faceva semplicemente leva sul Santo di riferimento), fino all’affondo di Beppe Severgnini contro il Movimento Cinque Stelle dell’aprile scorso. “Il dibattito in streaming tra Enrico Letta e Vito Crimi? Come mettere di fronte il Bayern Monaco e la Sambenedettese” sostenne ad “Otto e mezzo” il giornalista, che riuscì a mettere d’accordo entrambe le fazioni. Ad infuriarsi furono infatti i tifosi rossoblu (che ricordarono il trionfo dei rivieraschi per 2 a 0 in Coppa Italia nel 1983 proprio contro i nerazzurri) e gli stessi grillini, imbufaliti per il parallelismo a loro parere ingiurioso.

Rimanendo in argomento Inter, sono infine recentissime le esternazioni relative al kappaò contro la Lazio. “Siamo diventati come la Sambenedettese”, accusa 3triplete3. “Thohir, non era meglio comprare la Sambenedettese?” gli fa eco Roby. Chiude il cerchio Alessio: “Vendete Guarin alla Sambenedettese, basta che me lo levate davanti”. Evviva!

Nel frattempo, Realacci ha replicato su twitter a chi aveva mostrato insofferenza per le sue parole: “Il mio riferimento alla Sambenedettese era positivo”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.437 volte, 1 oggi)