SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una situazione drammatica al Madonna del Soccorso, testimoniata dai numeri: otto mesi di attesa per ottenere una risonanza magnetica, quattrocento persone in lista di attesa per un intervento chirurgico, trenta per l’asportazione della tiroide, ben centodieci per un’ernia. Le sale operatorie disponibili sono solamente due su sette, mentre al Pronto Soccorso sui 14 medici previsti, 9 sono quelli su cui si può contare.

Una sanità da terzo mondo“, attacca il Popolo della Libertà. “Dei 25 milioni di euro erogati dalla Regione, sono appena 8 quelli che vanno al pubblico, a favore del settore privato che ne intasca 17. Questo è il modo di ragionare della sinistra”.

Secondo Pasqualino Piunti “non si può lavorare con la mentalità dell’Ospedale unico, quando l’Ospedale unico non c’è. Per risparmiare – prosegue – abbiamo chiuso i piccoli ospedali, ma ci ritroviamo con tagli maggiori degli altri”.

Le responsabilità vengono addossate anche a Giovanni Gaspari, in quanto presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta 5: “Siamo stupiti dal suo comportamento. Cambia idea ad ogni incontro. La sanità locale non può dipendere dai posizionamenti politici o dalle dinamiche legate alle prossime elezioni regionali. Gaspari non è scevro da condizionamenti”.

Riguardo alla posizione del direttore Giovanni Stroppa, il centrodestra si lascia andare ad una breve analisi: “Doveva essere eletto un dirigente originario del luogo. Solo così ci avrebbe messo davvero la faccia”.

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