SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche il 2013 è arrivato a conclusione e Riviera Oggi intende ripercorrere i passati dodici mesi mediante l’utilizzo delle lettere dell’alfabeto. Dalla “a” alla “z”, la sintesi dei temi di un intero ed intenso anno sambenedettese.

Amore. Quello scoppiato in maniera travolgente tra Gian Mario Spacca e il sindaco Gaspari. Protagonisti di violenti battibecchi negli anni scorsi, i due vanno sempre più d’amore e d’accordo. Il 2013 ha suggellato il loro rapporto, così tanto da far piovere sulla testa del presidente della Regione solo complimenti. E anche quando si tratta di alzare la voce per il trattamento riservato alla sanità del Piceno, il primo cittadino sambenedettese sceglie un capro espiatorio. Per informazioni chiedere a Giovanni Stroppa.

Ballarin. Se ne parla da sempre, ma non cambia mai niente. Tra bizzarre promesse di riqualificazione, interventi della Sovrintendenza ed immancabili raccolte firme, il vecchio stadio, più fatiscente che mai, è ancora al suo posto uguale a se stesso. Ma va…

Curzi. L’assessore rompe con Gaspari a fine maggio: “Non ci sono più le condizioni per andare avanti”. Il sindaco dice di essere stato lui a rimuoverlo, per far fronte alla spending-review. Forse sarebbe stato meglio continuare a sposare la tesi dell’addio volontario.

Differenziata. Il porta a porta spinto regala la triste fotografia di una città invasa da sacchi dell’immondizia depositati a bordo strada. Dal Comune ovviamente minimizzano, tuttavia le conseguenze di un procedimento di smaltimento non ancora assimilato dai residenti ricadono sull’immagine della Riviera delle Palme. Per contro, comunque, i risultati della percentuale di rifiuti recuperati continuano a migliorare.

Est. La direzione presa dall’amministrazione comunale. A marzo la prima missione a Mosca, accompagnata da costosi soggiorni in hotel extralusso. Seguono nuove trasferte ad Ekaterinburg, San Pietroburgo, Praga e Varsavia. E pure qui non mancano le polemiche.

Fotovoltaico. Ad aprile spuntano ingombranti pensiline in giro per la città, mentre qualche mese dopo al centro del dibattito finiscono i lavori svolti allo stadio Riviera delle Palme. Caos no-stop, tra responsabilità negate e strumentalizzazioni inevitabili.

Gulino. Il Comune acquista otto libri d’arte del maestro, al prezzo di 1250 euro ciascuno. L’investimento complessivo tocca i 10 mila euro. “Se se ne poteva fare a meno? Si può fare a meno di tutto – obietta Gaspari – se entriamo in questa logica si può fare a meno pure della democrazia”. Una domanda è rimasta inevasa: nelle mani di chi sono finiti? Sempre che siano finiti nelle mani di qualcuno…

Harakiri. Compiuto dalla dirigenza della Sambenedettese nell’estate più folle degli ultimi anni. I rossoblu vedono sfumare l’approdo il Seconda Divisione nonostante il campionato nazionale dei Dilettanti vinto sul campo. Dopo due mesi di chiacchiere, annunci ed ultrapubblicizzati viaggi a Roma, a metà luglio nessuno fornisce la garanzia necessaria di 400 mila euro. Non bastano i ricorsi alla Covisoc e alla Figc per evitare l’ennesima retrocessione in Eccellenza.

I come Imu. A novembre il Comune modifica l’aliquota sulla prima casa, dal 4 al 6 per mille. Lo scopo è di ottenere un rimborso maggiore da parte del Governo. “Per i cittadini non cambia nulla, dato che la tassa sull’abitazione principale era stata abolita”, garantisce l’amministrazione. Ma la mossa si rivela un boomerang: il Consiglio dei Ministri decide infatti ti ricompensare gli enti solo del 50%. Lo scherzetto causerà una mini-stangata di circa 42 euro a famiglia.

Lungomare. Prima l’annuncio della disponibilità di 4 milioni, derivanti in parte dalla vendita dell’ex mattatoio e della scuola di via Petrarca, poi l’ipotesi del mutuo di 2 milioni, da accendere per realizzare i soli primi 400 metri. Ed ancora le riunioni, le proposte di un unico senso di marcia, dello spartitraffico abolito o semplicemente spostato, dei parcheggi da recuperare. Parole, parole, parole, soltanto parole…

Mio Papà. Il film di Giulio Base si gira quasi integralmente in Riviera. Alla pellicola partecipano Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano. In estate Enrico Vanzina aveva punzecchiato la Film Commission delle Marche per non aver promosso progetti sul territorio. Nemmeno due mesi dopo l’annuncio dei ciak a San Benedetto. Strane coincidenze.

Nuovo Polo. Ruolo incomprensibile, ad oltre due anni dalle elezioni amministrative. La forza politica di minoranza (?) ingloba Fli (quindi esiste) e Udc, con il centrista Domenico Pellei che però in Consiglio vota diversamente da Marco Calvaresi, presidente dell’assise e leader del mega-contenitore. Qualcuno è di troppo.

Oikos. Il caso scoppia in piena estate. Il Popolo della Libertà denuncia i troppi incarichi affidati dal Comune a Stefano Greco e pretende chiarimenti in merito alla gestione del teatro Concordia e dell’auditorium Tebaldini. Provvisoriamente assegnata alla società di Offida, all’indomani dell’improvvisa rinuncia da parte dell’Atlante Congressi, si sarebbe dovuto redigere un nuovo bando a giugno. La gara viene invece indetta solo dopo le proteste del centrodestra.

Pezzuoli ed Emili. Dissidenti dal novembre del 2012, proseguono la loro battaglia pure nei dodici mesi successivi. Il gruppo consiliare arriva addirittura a chiedere un cambio di disposizione nell’emiciclo, mentre loro denunciano di non ricevere più gli inviti alle riunioni di partito. La minaccia di un passaggio al Gruppo Misto per ora è rimasta tale.

Querelle, che fa rima con Pd. Si litiga sempre in casa democratica. A luglio il partito deve fare i conti con le dimissioni improvvise del segretario Felice Gregori, “stanco di ricoprire il ruolo del piccione impallinato”. Segue l’anonimo interregno di Roberto Giobbi, prima dell’incoronazione di Sabrina Gregori (cugina di Felice). Figura decisamente più allineata alle direttive dell’amministrazione comunale, la Gregori s’impone sull’outsider Gianluca Pompei con il 60% dei consensi. Il congresso viene però ricordato anche per l’anomalo incremento dei tesseramenti e per il seggio rimasto aperto ad oltranza all’Agraria. Della serie: viva le regole.

Ripascimento. I 5 mila metri cubi di nuova sabbia giungono in Riviera in pieno luglio. Tra turisti attoniti e bagnanti imbufaliti, viene rinforzato il primo segmento dell’arenile nord. Il risultato immediato è quello di un’acqua fangosa e schiumosa e di una rena scura e maleodorante.

Scomparso. Riferimento a Luca Vignoli, non classificabile in questo 2013. Corpo estraneo all’interno del centrodestra consiliare, si rende protagonista di qualche interrogazione ad inizio anno, poi fa perdere le proprie tracce. Al Consiglio di novembre tutti si attendono un suo intervento a proposito dell’assestamento di Bilancio e del pasticciaccio dell’Imu: nemmeno si presenta. Un grosso rammarico, considerate le qualità del soggetto in questione.

Twitter. Gaspari non rinuncia ai cinguettii. Durante la trasferta russa lo scivolone più imbarazzante: “Buongiorno, già fatta sauna, piscina, colazione; inizia la giornata di lavoro”. Rivendicherà la bontà di quel messaggio fino al suo ritorno in Riviera. Spazio dunque alle scuse tardive: “Errore di gioventù, nonostante i miei 54 anni”. Il bis in estate, quando ufficializza l’arrivo della famiglia Milone in soccorso della Samb. Inutile aggiungere altro.

Ugo Marinangeli. Se ne va a fine ottobre ad 86 anni. Nominato sindaco nel 1970, rimase al comando della città dal 15 agosto al 5 dicembre. Fu anche preside della scuola media Sacconi, oltre ad essere stato fondatore della sezione sambenedettese dell’associazione italiana dei donatori di organi.

Via Mentana. L’ordinanza anti-alcol varata dal sindaco Gaspari non azzera i problemi della movida fracassona. I residenti, imbufaliti e preoccupati, minacciano addirittura di contattare “Striscia la notizia” o “Le iene”: “Sarebbe l’unica maniera per farci notare”.

Zazio. L’incarico esterno affidato all’architetto per la realizzazione di un nuovo Prg finisce sotto l’occhio della Corte dei Conti, che condanna il sindaco Gaspari in primo grado al pagamento di 119 mila euro. Al di là dei giudizi sulla sentenza, fa riflettere il fatto che oggi lo stesso primo cittadino abbia rinnegato il Piano Regolatore, definendolo “iniquo”, a favore dei Poru.

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