SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nonostante sulla carta non siano previste elezioni, per il Popolo della Libertà il 2014 sarà l’anno del rinnovamento. “Nuove idee, nuove forze, nuova linfa. Ed incontri coi cittadini sui temi più importanti”. Sul tavolo il dramma del disagio sociale, della disoccupazione record e della crisi delle piccole imprese: “Non ci basta più sparare sulla Croce Rossa, vogliamo offrire anche delle soluzioni concrete”.

Il giudizio sull’amministrazione Gaspari è presto detto: negativo. “Il 2013 si è aperto con la condanna in primo grado alla Corte dei Conti e termina con un Consiglio Comunale sub-judice”. A proposito dell’assise del 30 novembre scorso, passate le feste verrà notificato il ricorso al Tar contenente la denuncia di illegittimità della seduta, in quanto non convocata con almeno ventiquattr’ore d’anticipo.

“Nel mezzo spiccano discutibili saune e pugni chiusi, pensiline fotovoltaiche, il tracollo della Samb e il caos dello stadio, bandi andati deserti, ripascimenti effettuati a luglio, flop del turismo straniero, sanità ai minimi termini ed un Piano Regolatore affondato definitivamente, nonostante le promesse inserite in due programmi di mandato. Senza dimenticare le solite chiacchiere sugli allagamenti e la riqualificazione del lungomare nord”.

Per Pasqualino Piunti, Andrea Assenti, Pierluigi Tassotti e Annalisa Ruggieri da parte del sindaco non c’è la presa atto dei fallimenti compiuti. “Anzi, si descrive una fotografia che vede solo il sindaco. La foresta cresce? Mai come il malcontento e le tasse. Questa maggioranza naviga a vista, con dei numeri risicati”. A tal proposito, puntuale il riferimento a Marco Calvaresi, reo di aver salvato la barca del centrosinistra dall’affondamento: “Il presidente del Consiglio dimostri coi fatti di essere un rappresentante di minoranza”, sbotta Piunti. “All’epoca, Giorgio De Vecchis  si faceva sostituire dal vice, prendendo il posto nell’emiciclo e votando contro. Pur non approvando certi suoi atteggiamenti, apprezzavo la sua coerenza. Ricordo che pure il presidente gode del diritto di voto”.

RITORNO A FORZA ITALIA Il gruppo consiliare è pertanto in procinto di cambiare nome, con il ritorno a Forza Italia. La mini-rivoluzione riguarderà tutti i componenti di centrodestra, fatta eccezione di Luca Vignoli, corpo sempre più estraneo al movimento azzurro. “Stiamo aspettando indicazioni dal direttivo nazionale – informa il coordinatore provinciale, Andrea Assenti – prossimamente organizzeremo una riunione per fare chiarezza”.

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