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Telegiornali ore 14 e ore 19 e in replica.
Riprese e montaggio di Arianna Cameli
Interviste di Massimo Falcioni

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Guai a definirlo il salvagente di Gaspari: “Fino a quando convocherò un Consiglio, lo presenzierò fino alla fine. Sarebbe contraddittorio, deprimente e mortificante comportarsi diversamente. Mi fossi alzato, sarei venuto meno al mio ruolo super-partes”. Lo dice Marco Calvaresi, che nel corso dell’assise dello scorso 30 novembre contribuì all’approvazione dell’assestamento di Bilancio, garantendo il numero legale per la votazione del documento finanziario: “Io ho rispetto del ruolo istituzionale che ricopro. Il sindaco si è salvato da solo. Se lui godrà della sua maggioranza noi rimarremo lì. Il discorso sarebbe stato differente se ci fossimo trovati di fronte ad una sfiducia da parte del centrosinistra”.
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Il timore di essere accostato a Edio Costantini e Antonio Felicetti, stampelle del primo quinquennio gaspariano, è assai concreto: “So che esiste questo rischio – ammette il Presidente – tuttavia loro votarono a favore, io ho semplicemente portato a termine un appuntamento. Nei panni di un comune consigliere di minoranza sarei sicuramente uscito”. C’è poi il discorso dell’ipotetico commissariamento per nulla secondario: “Le tasse sarebbero state aumentate, la Tares sarebbe stata salatissima, abbiamo mostrato serietà. Da anni si insinuano possibili apparentamenti col Pd o assessorati alla nostra componente. Non è mai accaduto”.

Il giudizio del Nuovo Polo sull’attuale maggioranza è comunque negativo. “Il primo cittadino non gode più dell’appoggio dei sambenedettesi”, dichiara il coordinatore locale Emanuele Bassetti. “Ha deluso tutti, non c’è alcun segno concreto di cambiamento. Siamo fermi alle promesse”.

Alle prossime elezioni amministrative la civica sarà nuovamente presente, riaccogliendo tra gli altri Futuro e Libertà e l’Udc. “Il piano di Amedeo Ciccanti è fallito, però si sposano le idee, non le persone. Gaspari è un buon politico, uno stratega eccezionale, ma sulla sua gestione sono tante le nostre osservazioni”. Un aspetto è pertanto assodato: “Suoi eredi, ad oggi, non ne vedo. Il futuro è tutto da scrivere”.

Guardando in casa propria, se il Pd è costretto a fare i conti con i mal di pancia di Emili e Pezzuoli, pure i centristi manifestano malumore per l’atteggiamento mostrato negli ultimi tempi da Domenico Pellei. “E’ uno spirito libero che non risponde più alle nostre indicazioni”, rivela Bassetti. “In occasione della Commissione d’inchiesta sullo stadio l’Udc concordò l’uscita dall’aula al momento della nomina di Tassotti. Lui scelse di rimanere, non rispettando la volontà espressa dal partito”.

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