SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era stato arrestato nell’agosto del 2012 perché con il suo telefono aveva scattato migliaia di fotografie raffiguranti parti intime di bambini intenti a giocare in spiaggia. Gli stessi genitori si erano accorti di quest’anomalia allertando le forze dell’ordine. In seguito ci furono accertamenti e anche la scoperta delle immagini indecenti da parte di uno studio fotografico, dove L. S. aveva portato a sviluppare le foto. Il tribunale di Ascoli lo condannò a due anni e quattro mesi di reclusione con multa di 2400 euro per detenzione di foto e materiale pedopornografico. La corte d’appello, il 20 dicembre, ha deciso di ridurre la pena a un anno e quattro mesi. Il cinquantaquattrenne è uscito dal carcere avendo già scontato questo periodo di pena.

Il legale ha puntato molto sull’infermità mentale tirando in ballo l’infanzia difficile del cliente dove avrebbe subito violenze provocandogli crisi depressive e disagi psicologici. Questa perizia potrebbe essere stata considerata dai giudici di secondo grado che hanno deciso la riduzione della pena.

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