SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – Un kit per produrre un falso Verdicchio. C’è anche questo in mostra da “Salone del Gusto Piceno“, fiera in svolgimento presso il Forum Sambenedettese, e che espone i “finti prodotti made in Italy”, dalla “Pomarola” brasiliana agli spaghetti bulgari. All’estero, stima la Coldiretti, il falso Made in Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre.

Riguardo al “wine kit”, esso consta di uno strumento per preparare a casa mescolando varie polveri il Verdicchio, il vino marchigiano più noto, oltre che il più premiato sulle guide 2014. La confezione viene dagli Stati Uniti e promette di realizzare in quattro settimane il pregiato bianco, oggi “titolare” di Doc e Docg.

Basta mescolare alcune polverine e lieviti e il gioco è fatto. “Il vino italiano è il più amato, ma anche il più imitato all’estero dove sono molte diffuse “copie” che mettono a rischio l’immagine del prodotto e le opportunità di penetrazione dei mercati – denuncia Paolo Mazzoni, presidente di Coldiretti Ascoli Fermo -. Tra l’altro una ricerca condotta da Istituto marchigiano di tutela e Università Politecnica delle Marche ha incoronato il Vedicchio come il vino bianco più premiato dalle guide di settore”.

Per il vino come per tutti gli altri prodotti il rischio è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili”. Non c’è, infatti, solo il “Verdicchio fai da te” a rappresentare una minaccia per l’agroalimentare nostrano, poiché l’agropirateria colpisce ormai tutti i settori dai salumi, ai formaggi alle passate. Nella mostra allestita da Coldiretti si può così “ammirare” una “Sopressata primo naturale” prodotta negli Stati Uniti e un “Italian salami”, sempre a stelle strisce.

E sempre dagli Usa viene la “Bella famiglia Tomato Bruschetta”, una passata di pomodoro che richiama anch’essa l’italianità. La nostra pummarola è tanto famosa all’estero che persino i brasiliani si sono messi ad imitarla. Nella versione carioca diventa però “Pomarola”. Per condire gli spaghetti si può sempre trovare una “Spaghetti Carbonara Miracoli”, stavolta proveniente dalla Germania.

E, restando in tema di pasta, dalla Bulgaria vengono gli “Spaghetti Zagaria”. Bisogna tornare, invece, in terra tedesca per acquistare una “Scamorza villa gusto”. L’iniziativa rientra nella battaglia di Natale lanciata dalla Coldiretti Ascoli Fermo per smascherare il “finto Made in Italy” diretto sulle tavole in vista del Natale, all’insaputa dei consumatori per la mancanza di una normativa chiara sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti. Ma anche per chiedere una più efficace tutela contro l’agropirateria che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

 

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