SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha trentasette anni ed è l’agguerrito presidente del quartiere “Marina centro” che fa riferimento alla parrocchia della Madonna della Marina: Pierfrancesco Troli, presidente dal novembre 2011.

Quando è stato costituito il comitato? Da quante persone è composto? Quali zone comprende e quanti abitanti?

“Il comitato è nato nel 2002 con lo scopo di fare da tramite tra le richieste dei cittadini e l’amministrazione comunale. Oltre a me, il comitato è formato da una vicepresidente, da una segretaria, da una tesoriera e da cinque consiglieri. Nel quartiere vivono quasi 6 mila persone e comprende le zone appartenenti alla Cattedrale Madonna della Marina. In pratica siamo compresi tra via Manzoni, centro cittadino, Statale 16 e la zona del porto”.

Veniamo ora alle problematiche: ci può descrivere quali sono i problemi principali?

“Le criticità maggiori derivano dalla mancanza d’educazione e di rispetto reciproco. Mi riferisco principalmente a tutti i disagi inerenti i fruitori della movida e la sporcizia lasciata nei giorni di mercato dai proprietari delle bancarelle. C’è, inoltre, il problema del degrado e della non fruibilità dell’unica area verde del quartiere, cioè il fazzoletto di terra di via Manzoni che è abbandonato a se stesso. Nei giorni di mercato c’è da risolvere il problema della viabilità; quando piove abbondantemente c’è l’incognita degli allagamenti. Una delle difficoltà che accomuna questo quartiere agli altri è il manto stradale che assomiglia ad una groviera”.

Che rapporto ha con i residenti? Siete un punto di riferimento per loro? Quando vi incontrate? Dove?

“Il rapporto è ottimo, attivo e proficuo. I cittadini partecipano numerosi, ci conoscono e anche loro ci segnalano problemi e cose che non vanno, ovviamente ognuno per motivi che lo riguardano da vicino. Noi cerchiamo di raggruppare le segnalazioni ed intervenire per quel che ci è possibile. Ci incontriamo nel salone parrocchiale ogni 2 o 3 mesi”.

Come sono le relazioni con gli altri comitati?

“Direi ottime. Cerchiamo di collaborare sinergicamente tra noi e quando è possibile facciamo anche delle proteste o dei cortei come ad esempio quello contro lo stoccaggio del gas in zona Agraria”.

Ha trovato in questa Amministrazione punti di riferimento?

Con il Comune abbiamo un rapporto di civile e, quando è possibile, di reciproca collaborazione. Qualche risposta l’abbiamo già avuta, come ad esempio un progetto per la riqualificazione della piazza San Giovanni Battista. Anche se c’è da lavorare ancora molto, come sul tema degli allagamenti”.

Qual è il sogno per il futuro del suo quartiere?

Avere maggiori spazi verdi fruibili per bambini, ma non solo. Il mio maggior sogno, forse un po’ utopistico, è quello di far tornare via Montebello il cuore pulsante della città, insomma il salotto buono. Sono orgoglioso di essere il presidente di questo quartiere perché è la zona di origine della marineria e rappresenta, anche, un pezzo della mia storia personale e familiare”.

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