SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quello che sta per chiudersi è stato un anno ricco di eventi per la riserva naturale Sentina, politicamente importante per la restituzione delle proprie funzioni al Comitato di Indirizzo, precedentemente bloccato a causa di un emendamento della legge sui parchi regionali e ora rimosso, e per la conseguente ripresa dei rapporti con il Comune di Ascoli Piceno.

Già da gennaio con l’inaugurazione del nuovo piano di gestione e con l’organizzazione del prestigioso convegno europeo Adriapan, che ha visto coinvolti più di 100 gestori di aree protette costiere, si sono avuti i primi cenni del grande lavoro che si sarebbe compiuto in seguito anche grazie alla direzione gestionale di Sergio Trevisani. Dopo la conclusione del progetto Life Resc.We. stanziato dalla Commissione Europea  e che ha permesso il recupero delle zone umide e la creazione di laghetti artificiali, si è passati ad operare per la reintroduzione di fauna e flora autoctona, come il Limonium, ritenuto estinto e rifiorito in un solo anno.

Importante anche il lavoro svolto con le scuole grazie al Cea Torre sul Porto che con le guide ambientali riconosciute con specifica abilitazione professionale ha visto un incremento delle visite da parte delle scolaresche da 1512 del 2012 a 2443 del 2013. In più è stato anche pubblicato un Atlante della Sentina ad opera di Fabio Conti, Luca Bracchetti e Leonardo Gubellini per permettere agli appassionati di conoscere meglio la flora della zona.

Nonostante in Regione si prospettino tagli del 40%, assurdi se si pensa che l’incisione dei fondi è dello 0,05% sul bilancio, ma che si spera vengano ridotti ad un più accettabile 10%, è stato varato un piano triennale di azione che prevede l’allestimento di una struttura ricettiva di accoglienza per le visite turistiche all’interno del sito, la realizzazione di una sorta di “centro di progettazione partecipata” per la produzione di semi antichi e altri prodotti agricoli a bassissimo impatto ambientale e a chilometro zero e una maggiore razionalizzazione della gestione della riserva con l’aiuto delle unità preposte per l’assistenza tecnico-scientifica e per l’educazione ambientale.

 

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