SAN BENEDETTO – “Signora Perazzoli” anziché Loredana Emili. E fu così che l’ex capogruppo del Pd perse le staffe, attaccando a testa bassa Andrea Marinucci, autore dell’appellativo. Tra i due volano parole grosse, nel bel mezzo del Consiglio Comunale di mercoledì sera.

Si discute di Consorzio Turistico. La Emili ricorda nuovamente al sindaco Gaspari il regolamento regionale, che sottolinea chiaramente come il compito di promozione del territorio spetti a Palazzo Raffaello. “Il Comune ha promosso autonomamente alcune iniziative senza mai coinvolgere oltretutto lo stesso Consorzio. Qualcosa non quadra”.

Pochi istanti dopo tocca a Marinucci, che lancia l’affondo: “Le missioni all’estero le inaugurò Perazzoli, con i viaggi a Cuba”. Fino alla goccia che fa traboccare il vaso e che dà il via all’animato scontro verbale. “Quando parli di me mi devi chiamare per nome – tuona la ‘dissidente’ – parla di me, non degli assenti. Inoltre, le trasferte a Cuba allora non vennero pagate dall’amministrazione. Non si si spesero soldi per cene con i tour operator e non si soggiornò in hotel a cinque stelle”.

Il gelo tra i due è datato, ma si è riproposto in maniera imponente qualche giorno fa, a seguito dei risultati delle primarie. Su Facebook, Marinucci scriveva: “Dopo la tranvata di Cuperlo a San Benedetto, la famiglia Mastella emigrerà finalmente in Bulgaria?”. Ad irritare la Emili sarebbe stato soprattutto l’apprezzamento al post manifestato dalla segretaria Sabrina Gregori: “Non il migliore atteggiamento da parte di chi dovrebbe rappresentare anche la minoranza del partito”.

Il Consorzio Turistico, nel frattempo, si assicura almeno altri sei mesi di vita. Alla legge vigente che ne impone la chiusura, si affianca infatti un emendamento contenuto all’interno della legge finanziaria che ribalta tale obbligo. Un altro emendamento, stavolta comunale, dispone pertanto entro il 30 giugno 2014, in sede di competente commissione consiliare, una verifica della gestione e dell’andamento della società consortile. L’atto, proposto da Palma Del Zompo, passa con 12 sì e 4 no. Astenuti la Emili e Pezzuoli.

L’amministrazione deve decidere cosa fare – dichiara lei – dopo dieci anni non si può accettare una delibera che rinvia il problema di sei mesi. Così facendo si naviga a vista, chi governa deve dare risposte. Andrebbe detto che ci sono dei debiti e che non fanno tutti capo a San Benedetto. Senza dimenticare che realtà come Monteprandone e Grottammare hanno più volte spinto per lo scioglimento. Alla maggioranza chiedo il motivo per cui la struttura debba restare in vita”.

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