MARTINSICURO – Non si fanno attendere le prime considerazioni politiche nel day after del Consiglio Comunale aperto, richiesto dalle minoranze consiliari. Una serata, quella di giovedi 12 dicembre, che ha visto accendersi i toni della discussione riguardo alle calde tematiche del Piano demaniale marittimo e del turismo. In una sala consiliare piena in ogni ordine di posto, forze politiche, operatori turistici e cittadini si sono incontrati per cercare un punto di approccio condiviso, ma la strada per raggiungere questo obiettivo appare ancora lunga e in salita.

“Senza dubbio il Piano spiaggia – dice Simona Antonini, consigliera del Pd – rappresenta una grande scelta ed è un tema molto importante che coinvolge tutti i cittadini. Ieri sera ho avuto modo di ascoltare interventi davvero sentiti e alcuni punti di vista che condivido e altri meno. Mentre alquanto basita mi ha lasciato l’intervento del nostro assessore Corsi per i modi e per la comunicazione arrogante che poco si avvicina al paragonato Robinhood.

Per non dire del passaggio fatto nel suo discorso, riferito ovviamente alle minoranze, davvero poco professionale e competente, nel quale ribadiva la distanza di prospettive tra le due minoranze e per tale motivo la maggioranza  avrebbe deciso di stare nel mezzo così da  poter accontentare tutti.

Ma ci rendiamo conto di quello che si dice e come lo si dice, ci mancava che ci offrisse le caramelle ieri sera?
Innanzitutto di diverso dal precedente Piano Spiaggia c’è davvero ben poco, è il risultato perfetto di un copiato meno il 5% del piano spiaggia della scorsa amministrazione e sottolineare che quest’amministrazione guarda in primis all’ambiente è davvero una barzelletta.

Il Piano di Vagnoni (tanto elogiato ieri sera anche dal prof.Micozzi) non ci piaceva, così come non ci piace l’attuale, noi abbiamo un’ altra idea per la nostra città che guarda alla riqualificazione del lungomare e al miglioramento dell’esistente anche dando dei contributi ai commercianti e agli operatori turistici per incentivarli nell’eseguire delle migliorie e rendere più recettive le loro strutture. Io voglio poter guardare l’infinito del mio mare 360 giorni l’anno e vivere in un paese unico e diverso”

Più diplomatico invece Massimo Vagnoni: “Vedere commercianti, operatori turistici, imprenditori e cittadini comuni, tutti insieme in una sala consiliare a confrontarsi sulle politiche turistiche del nostro territorio, al di là delle divergenze di vedute emerse e delle posizioni delle singole categorie, ha messo in evidenza, a mio avviso, come lo sviluppo del nostro territorio stia a cuore a tutti i cittadini, al di la delle diverse appartenenze politiche e/o delle diverse categorie imprenditoriali che ieri sera erano rappresentate.

La consapevolezza di poter essere ascoltati, la voglia di essere coinvolti in scelte di carattere generale, la convinzione di poter recitare un ruolo da protagonista nelle scelte della collettività, ha spinto tante persone a richiedere in maniera determinata all’amministrazione una concreta apertura, verso le istanze provenienti da chi, con il proprio lavoro e la propria esperienza, è in grado di contribuire in maniera determinante allo sviluppo delle politiche turistiche del nostro paese .

A tal fine è stata chiesta la convocazione di un tavolo permanente attraverso il quale  coinvolgere tutti i soggetti interessati (commercianti, balneatori, operatori turistici, operatori della piccola pesca) nella fase decisionale di provvedimenti che in qualche maniera potranno avere una ricaduta su tutte le loro attività”.

Il Consiglio di ieri sera, rappresenta una prima tappa di un percorso che dovrà portare, mi auguro, alla realizzazione di una rete di collaborazione tra pubblico e privato che dovrà vedere tutti i soggetti interessati impegnati a lavorare insieme per ottenere un miglioramento dell’appeal turistico della nostra città.

Ma ciò non potrà prescindere da una fase di ascolto e confronto , sinora non garantita pienamente dall’amministrazione su scelte importanti quali, ad esempio, piano demaniale e senso unico sul lungomare . Mi auguro quindi che l’amministrazione dia presto risposte  concrete  alla voglia di partecipazione e di condivisione espressa da tutte le categorie interessate”.

“Quello del 12 dicembre è stato un Consiglio Comunale epocale – afferma un entusiasta Alduino Tommolini – con una partecipazione di pubblico che si ricorda solo all’indomani delle scorse elezioni, in pratica non c’erano abbastanza sedie per sedersi tutti.
A chi ha voluto dire che è facile organizzare eventi di questo genere quando si è all’opposizione, noi di MartinRosa rispondiamo che una moltitudine di persone come quella presente, non si sposta di certo per fare politica o per fare un piacere a quelli dell’opposizione. I cittadini intervenuti lo hanno fatto perché interessati allo sviluppo economico del nostro Paese e desiderosi di prendere parte a questo chiaro esempio di Democrazia Partecipata.

Malgrado i numerosi interventi dei lavoratori del settore turistico, tutti tesi a mettere in evidenza la necessità di modificare questo piano demaniale marittimo e di renderlo idoneo alle necessità lavorative, non abbiamo riscontrato alcuna volontà di cambiare la rotta da parte dell’amministrazione comunale e di addivenire ad una condivisione.

Non abbiamo in effetti compreso quale possa essere la logica che sta alla base di ridurre le dimensioni degli stabilimenti balneari, quando con un piccolo maggior utilizzo di spiaggia (si parla di un misero due per cento circa) vi potrebbe essere la creazione di nuovi posti di lavoro, cosa questa affermata non dai politici, ma dai lavoratori.

Non si capisce quale sia la logica che porta a imbrigliare, per legge, la voglia di investire di quei pochi che ancora se la sentono di scommettere sull’economia locale. Noi chiediamo, non per noi, ma in nome e per conto di chi lavora nel settore turistico, che sia concessa a chi investe e lavora di scegliere la dimensione del proprio strumento di lavoro.

Non accettiamo, infine, che si dica che nella nostra città quando c’è qualcosa che va male si corre tutti in massa e quando invece c’è qualcosa che va bene nessuno si fa vedere. Questo Consiglio Comunale aperto non è stato qualcosa di male, è stato anzi qualcosa di molto positivo ed è questo il motivo per cui ben 13 cittadini sono intervenuti e hanno parlato nella massima assise del nostro Comune, per rivendicare le legittime esigenze dei lavoratori”.

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