SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le diciotto bandiere blu, l’incremento delle presenze turistiche “in controtendenza con le altre regioni”, il miliardo di euro speso per proteggere 100 mila lavoratori attraverso gli ammortizzatori sociali, l’attenzione ribadita per le politiche sociali anche nel 2014. E’ l’orgoglio targato Gian Mario Spacca, manifestato a gran voce nel corso della nona “Giornata delle Marche”, andata in scena a San Benedetto martedì pomeriggio.

Senza dimenticare la sanità, con gli ospedali “collegati in rete, capaci di garantire gli stessi servizi a costi abbassati”. Proprio mentre all’esterno del Palariviera il Movimento Cinque Stelle distribuiva massicciamente volantini nei quali si denunciava la disparità di trattamento tra i nosocomi del nord e del sud della regione.

Spacca non nega la crisi economica. La cita ripetutamente e sottolinea i grandi investimenti sul territorio da parte di argentini, russi, israeliani e cinesi: “Hanno spesso risolto crisi occupazionali”. E a proposito di occupazione, fa capolino una delegazione della Roland di Acquaviva, affiancata dal sindaco Pierpaolo Rosetti. Chiede al Governatore un sostegno concreto nella ricerca di un finanziatore capace di dare la possibilità di scrivere un altro capitolo della storia: “In questi anni eravamo diventati uno dei punti di riferimento del distretto marchigiano nel campo degli strumenti musicali elettronici”.

La sala rossa è piena. Mille persone, composte però almeno per un terzo da giovani e giovanissimi delle scuole medie e superiori, oltre che alunne di scuole di danza e componenti di squadre cittadine.

Gaspari prende la parola per primo. Vola qualche fischio, che non gli impedisce di elogiare la marineria sambenedettese. E va a due marittimi sambenedettesi, Tommaso Palestini e Francesco Palanca, il Premio del Presidente. Nel 1958, senza strumenti di navigazione e muniti solamente di una bussola riuscirono a raggiungere la Sierra Leone. “Nemmeno sapevamo dove fosse – racconta Palestini – le barche arrivavano appena a 14 metri di lunghezza, avevamo un motore di 60 cavalli a 2 cilindri”.

Il Picchio d’oro viene invece ritirato dalla famiglia di Carlo Urbani, medico anconetano scomparso nel 2003 in Vietnam a causa della Sars. A detta dell’Oms il suo metodo anti-pandemie rappresenta ancora oggi un protocollo internazionale per combattere questo tipo di malattia.

C’è tempo per ascoltare l’inno della Regione, accompagnato dall’inedito testo scritto da Giacomo Greganti e selezionato da Mogol su ventotto lavori. La prima strofa recita così: “Nel cuore avrò i monti azzurri, il mare e poi le verdi terre. Regione mia, luogo d’arte e poesia, se io domani dovessi andar via, vivrei soltanto per ritornare. Perché ogni giorno io penso a te”.

Fuori dalla struttura stazionano per tutto il tempo gli attivisti di Ambiente e Salute nel Piceno. Lo stoccaggio del gas è ancora un argomento caldo, tutt’altro che accantonato: “Ci domandiamo cosa debba accadere affinché la procedura di Valutazione Impatto Ambientale, assurdamente approvata da Palazzo Raffaello, venga revisionata e bocciata”.

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