SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “L’incompatibilità non sussiste. Sono loro stessi a riconoscerlo, mentono sapendo di mentire”. La furia di Paolo Canducci si abbatte su Loredana Emili e Sergio Pezzuoli, che hanno mostrato le carte dei rapporti professionali esistenti tra l’assessore all’Urbanistica e la Troiani&Ciarrocchi.

L’avvocato non ha interessi personali”, ribatte lui. “Sono vittima di stalking politico. Insistono, si contraddicono, infangano il mio nome, la mia dignità, il mio onore. Il loro obiettivo non è fare chiarezza, adottano lo stile dei politici della prima Repubblica. Vedono in pericolo il potere nel centrosinistra e reagiscono così. So che per loro il concetto di lavoro è difficile da assimilare”.

Incompatibilità a parte, subentra al contempo un discorso di opportunità “su cui possiamo discutere abbondantemente, ma io azioni illegittime non le ho commesse”. Pure in quel senso Canducci si sente pulito e ricorda ai contestatori dei precedenti legati alla famiglia Perazzoli. “La Emili era assessore al Sociale con delega alla Sanità e contemporaneamente partecipava a riunioni nelle quali si parlava dell’organizzazione della Asur”. Per l’ex sindaco viene invece rispolverato il periodo alla guida della Confesercenti: “Rappresentava la controparte quando noi in giunta discutevamo del piano di spiaggia o dell’occupazione del suolo pubblico. E’ il bue che dice cornuto all’asino”. Inopportune tutte e tre le vicende o nessuna?

Canducci fissa i paletti. Parte dalla questione delle pensiline fotovoltaiche: “Fu indetta una gara pubblica – tuona – come mai non lo sottolineano mai? Vogliono far passare l’idea che io abbia fatto realizzare i pannelli alla ditta mia cliente. Inoltre nel Consiglio del 2011 approdò il documento che già conteneva il progetto dei parcheggi. Venivano trascritti tutti i siti di gara e chiunque avrebbe potuto concorrere. I siti li individuò l’Ufficio, non la politica. Abbiamo ottenuto premi nazionali. L’80% dei pannelli è sui tetti delle scuole, ricaviamo la manutenzione degli impianti da parte dell’impresa, oltre ad un canone annuo”.

Si passa al Kinder Park. L’esponente dei Verdi precisa che si trattava di un project financing, con degli interventi svolti senza l’autorizzazione comunale: “Non vi fu sanatoria. I Vigili fecero chiudere l’impianto e si aprì una procedura in Procura, conclusasi con una condanna”.

Sabato scorso Canducci non ha replicato all’interrogazione dei due dissidenti del Pd. L’ha fatto Gaspari al posto suo: “Una strategia studiata a tavolino”, rivela l’assessore, alla quale ha fatto poi seguito un comunicato stampa. All’interno nessuna risposta specifica al quesito di Emili e Pezzuoli, che chiedevano di far luce su presunti rapporti professionali con la T&C: “Un libero professionista non deve rivelare l’identità dei propri clienti, che non sono felici se ciò avviene. Stanno calpestando la mia persona per la loro lotta di potere. I miei tre principi sono rispetto, lavoro e onestà, non li ritrovo in loro. Passano sopra a tutto. Se sono incompatibile – e ribadisco, non lo sono – perché non vanno dalla Magistratura?”.

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