PARTITO DEMOCRATICO ITALIANO. Tra Civati, Cuperlo e Renzi, da spettatore neutrale, non saprei chi scegliere come segretario di un Pd al quale tutti e tre vorrebbero anteporre l’aggettivo nuovo. Lo sarà veramente? Io non ci credo mentre voglio credere alle promesse che stanno facendo, principalmente a quelle di Renzi Civati. Il primo, dando priorità ad eliminazione delle Province, all’eliminazione del Senato che andrebbe trasformato in Camera delle autonomie con sindaci e presidenti delle Regioni, revisione dei privilegi parlamentari, ecc. è molto vicino ai desideri di Grillo e del suo M5S. Desideri che, nelle ultime elezioni, hanno portato all’ex comico una caterva di voti.

Sarà così se Renzi vincerà? Lo aspetto al varco, visto che su certi temi si è sbilanciato parecchio. Così tanto da mettere a rischio la sua candidatura a segretario del Partito, perché molti del vecchio Pd che, d’acchito, lo avevano applaudito stanno ora ripensandoci: “Via le Province, via il Senato, via i privilegi eccetera eccetera. Molti di noi non sapranno più che fare, con l’emorragia di ‘posti di lavoro’ che ne scaturirà? Poi, se è così, che motivo abbiamo più per metterci in politica e per prostituirci con gli elettori promettendo mare e monti con la classica frase: se mi voti poi ci penso io per te e pèer  la tua famiglia“? Insomma Renzi ha fatto un po’ harakiri, secondo me, e sicuramente non stravincerà come si pensava qualche settimana fa. Io sono per le cose che dice ma ancora non mi fido. Il fatto che il sindaco di Firenze abbia preteso che tutti, non solo gli iscritti al Pd, potranno andare a votare, testimonia molto chiaramente  la mia considerazione e quindi quello che è anche un suo timore.

La bella promessa di Civati riguarda espressamente invece la voce “clientelismo e concorsi pilotati”. Il fatto che abbia detto che non succederà più è, però, la prova evidente che è già successo anzi ha riaffermato che era una regola che ha penalizzato milioni di italiani e l’Italia stessa. Una specie di confessione pubblica. Voglio credere anche lui ma il mio pensiero non fa testo perché non andrò a votare per l’elezione del nuovo segretario del … nuovo Partito Democratico. Anche la sua, comunque, una frase che non ha fatto felice la cosiddetta “cerchia” o “ditta” quale è il Pd. I soliti noti cha avevano la vita molto facilitata con l’iscrizione al Partito, saranno disponibili a perdere la possibilità di non essere più considerati cittadini come tutti gli altri?

Certo che l’esempio che stanno dando da alcuni anni (adesso si è acuito) assessori e amministratori locali siglati Pd non lascia sperare nella nascita di un nuovo Pd. Appare chiaro, addirittura in modo molto evidente in queste ultime ore, che la Giunta Gaspari si tiene in piedi esclusivamente perché si è creato un intreccio di incarichi, favoritismi che è molto lontano, non solo dalla volontà dei cittadini fuori “ditta o cerchia” che li hanno votati ma anche da un modo perlomeno dignitoso di difendere le proprie posizioni.  Volendo restare a tutti i costi nelle cosiddette ‘Pole position’, della politica sambenedettese , infatti, stanno mettendo a rischio anche la propria dignità personale (presente e futura) che dovrebbe essere più preziosa di qualsiasi carica, politica  e non.

Purtroppo la parola evangelicapreferite la porta stretta“, frase spesso ribadita da Papa Francesco, non rientra nel Dna di chi fa oggi politica e di chi vota per puro interesse personale. Meglio… la porta larga, più larga possibile che significa “dell’altro a me non me ne frega niente…“.

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