MARTINSICURO – E’ scontro in Consiglio comunale tra maggioranza e opposizione. Al momento del voto sull’assestamento di bilancio, il consigliere di minoranza, Massimo Vagnoni, abbandona l’aula per protesta.

Decisione inevitabile, quella di non partecipare al voto – ha detto il capogruppo di Progetto Comune – pur avendo voluto assistere all’illustrazione del punto da parte dell’assessore. Le ragioni sono da ricondurre nel non essere stato messo nelle condizioni di poter conoscere, nei termini previsti dal regolamento, gli atti sottoposti all’approvazione del Consiglio comunale. La convocazione della Commissione, che era stata effettuata nella giornata di giovedì per il giorno successivo, oltre ad essere illegittima (prevedendo il regolamento un termine di almeno tre giorni tra la convocazione e la riunione), ha costituito una grave violazione del diritto di partecipazione dei consiglieri comunali. Ciò ha impedito al sottoscritto, e agli altri consiglieri di minoranza, di poter valutare con attenzione l’incidenza sul bilancio delle operazioni messe in atto dalla maggioranza e di presentare le dovute osservazioni e/o proposte .”

Le motivazioni fornite dalla maggioranza riguardo ai pochi giorni di preavviso, dovuti al conteggio dei costi dei danni della recente alluvione con i revisori che hanno emesso il parere tardi, non sembrano aver soddisfatto il consigliere che passa quindi all’attacco: “Al di la delle spiegazioni fornite, e dell’ultimo episodio, si conferma ancora una vota la personalistica gestione parte di questa maggioranza, del funzionamento del Consiglio comunale, che, invece di rappresentare, come dovrebbe, la massima e più importante espressione delle scelte amministrative della nostra città, viene svuotato delle proprie funzioni. Questo atteggiamento, che mi auguro non abbia più modo di ripetersi, rende sempre più difficile un confronto tra le diverse forze consiliari che costituirebbe, invece, un valore aggiunto per la nostra città”.

“Evidentemente il confronto con le forze consiliari di minoranza – conclude Vagnoni – non rientra nell’idea di partecipazione a numero chiuso portata avanti ormai in maniera sistematica dall’amministrazione, determinata solo ad imporre la forza dei numeri, sottraendosi, sui grandi temi, ad ogni opportunità di confronto prima di assumere decisioni che interessano l’intera collettività. La vicenda dell’assestamento, infatti, è stata solo l’ultimo esempio di una serie di episodi che stridono fortemente con quanto promesso in campagna elettorale in termini di nuovo modo di gestire la cosa pubblica garantendo la massima trasparenza e partecipazione. A me era più che evidente come fossero solo promesse utili al momento e che, una volta ottenuto l’obiettivo, sarebbero rimaste tali. Ora credo che se ne stiano accorgendo anche altri.

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