SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla scoperta delle Marche e di San Benedetto. “Avevo girato dappertutto tranne che qui”, confida Giorgio Pasotti. “Questo per me è un territorio vergine, non c’ero mai venuto, nemmeno in vacanza”.

C’è sempre una prima volta. Non solo per l’attore protagonista di “Mio papà”, ma anche per l’intera produzione del film. Il tema predominante è il mare, rigorosamente in versione invernale. “In fondo i colori estivi sono banali, la fredda stagione è più cinematografica. Nonostante la città offra il suo meglio d’estate, l’inverno la rende ugualmente affascinante. Per noi è l’ideale: ci serviva una location che non fosse né metropolitana, né disabitata”.

Pasotti interpreta Lorenzo, un trentacinquenne allergico ai legami, che lavora come subacqueo su una piattaforma poco distante dalla costa adriatica. Sulla terraferma conosce però Claudia, con cui avvia una relazione passionale. La ragazza ha un figlio, con cui Lorenzo creerà col tempo una forte complicità.

Il soggetto è stato scritto dallo stesso attore, che ha pure curato la sceneggiatura, a quattro mani col regista Giulio Base. “E’ un tema nuovo, a cui sono legato – ammette – in Italia quasi la metà delle famiglie è divorziata e il 50% di queste si sono ricostruite una vita. Nuclei diversi che si uniscono rappresentano l’attualità, tuttavia non c’è ad oggi un riconoscimento giuridico. Non esiste una regolamentazione che tuteli queste persone”.

Prodotto da Movie And e Rai Cinema, con la collaborazione del Ministero dei Beni Culturali, “Mio papà” costerà 2 milioni di euro. Offrirà spunti di riflessione per un pubblico trasversale, senza rinunciare alla leggerezza. Scritto per il grande schermo, uscirà nelle sale presumibilmente nel 2015 e verrà certamente trasmesso su Raiuno negli anni successivi: “Nella tv di Stato molte cose si stanno muovendo e certi argomenti stanno facendo breccia. Certamente, il cinema garantisce più libertà espressiva”.

Le condizioni meteorologiche avverse stanno complicando i piani di realizzazione. Mercoledì mattina la Capitaneria di Porto è stata costretta a vietare i ciak al Molo nord per motivi di sicurezza. La troupe si è dunque spostata a Grottammare, per girare le scene interne ad un’abitazione sul lungomare. Le riprese termineranno il 14 dicembre.

“Non c’è giorno in cui non mi venga servito del pesce”, scherza Base, che annuncia di aver adattato il film alla tradizione enogastronomica locale.

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