SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In occasione dell’assise aperta sulle povertà, l’amministrazione comunale annunciò un risparmio di 20 mila euro, derivante dalla riduzione delle indennità del sindaco, degli assessori e dei consiglieri. Oggi metà di quella cifra viene utilizzata per l’acquisto degli otto tomi di Nunzio Gulino. L’opera “La notte prima di Natale” verrà donata il prossimo 10 dicembre, quando al Palariviera andrà in scena “La giornata delle Marche”.

Quel giorno in città approderà un grande ospite (mesi fa si parlò addirittura di Lionel Messi, nome mai smentito dalla Regione) e il volume di Gulino finirà nelle sue mani. “Non è uno sperpero di denaro. Ne regaleremo uno, qualora dovesse venire questo personaggio atteso. Le altre copie rimarranno qui”.

Il primo cittadino ricorda che San Benedetto è la 166esima realtà d’Italia dal punto di vista demografico, su oltre ottomila comuni. “Siamo importanti, quando incontriamo qualcuno non andiamo col cappello in mano, c’è una dignità istituzionale che va salvaguardata”.

Per molti l’operazione – messa in piedi dall’associazione Artemara e dal curatore Ilario Persiani – non rappresentava una priorità, considerato soprattutto il momento di profonde ristrettezze economiche: “Se se ne poteva fare a meno? Si può fare a meno di tutto. Se entriamo in questa logica si può fare a meno pure della democrazia. Si tratta di otto tomi di uno degli artisti italiani più importanti del Novecento, invidiatoci dall’Europa. E’ il primo acquisto in tal senso in sette anni. Se ogni anno spendessi 100 mila euro per una collezione di libri d’arte, capirei la contestazione. So che mi sono esposto alla critica, al qualunquismo. L’importante è essere sobri nel tempo. Se avessimo mantenuto, come succedeva fino a ieri, una stamperia d’arte con i suoi dipendenti e una spesa fissa, allora sarei stato da attaccare. Invece noi l’abbiamo chiusa”.

Riguardo all’indennità, Gaspari ha asciugato di 220 euro il suo stipendio di 2200 euro. “Non è poco – ricorda – è una costante che durerà fino a che non arriverà un altro sindaco che cambierà la pratica. E’ una riduzione vera”.

Spazio poi ai paragoni. “Mi contestarono anche 40 mila euro per la Russia: di questo passo andremo verso un rinsecchimento, verso una chiusura. Faremo la fine del paguro, che rimane sempre dentro al guscio e muore perché non esce mai a mangiare. Con queste idee portate la città alla morte. Serve ottimismo. Si lamentano perché non investiamo sulla cultura, ma se fai qualcosa per la cultura prendi bordate infinite. Mettetevi d’accordo. Su un bilancio di 100 milioni abbiamo accantonato 10 mila euro per un bene che resterà qui. Quei libri sono di proprietà del Comune”.

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