di Carlo Fazzini

GROTTAMMARE- E’ un vero e proprio attacco al mese della partecipazione, o meglio alle sue attuali modalità di svolgimento, quello che il Movimento 5 Stelle di Grottammare ha espresso in merito all’iniziativa promossa dall’amministrazione Piergallini. Critica a tratti persino feroce.

Per il portavoce del Movimento Andrea Crimella, l’amministrazione, nei dibattiti di quartiere che caratterizzano il Mese della Partecipazione “ha mostrato ripetutamente scarsa considerazione dei cittadini riconducibili a fedi politiche diverse con atteggiamenti quasi intimidatori e limitazioni negli interventi dei cittadini”.

”I residenti non hanno potuto esprimere le reali esigenze del territorio, esigenze che amministratori e tecnici non riescono a recepire chiusi come sono nelle loro stanze” queste le parole di un’altra attivista, Alessandra Manigrasso, che si è definita “delusa in primo luogo come cittadina per un dibattito, quello del quartiere Valtesino, caratterizzato da lunghi silenzi di una cittadinanza che si è sentita poco coinvolta, un male assoluto per ogni forma di democrazia”.

Motivo di particolare disappunto è stata la questione dell’”autoinvestitura” del sindaco Piergallini a moderatore di ciascun incontro con la cittadinanza, “un comportamento che non esprime parità e eguaglianza con gli altri cittadini” secondo Andrea Crimella, il quale ha invocato la nomina di un “moderatore super partes” e magari professionalmente formato che garantisca il diritto di parola a ciascuno nell’ambito di un dibattito equo. Il Movimento ha inoltre proposto l’adozione di un regolamento di assemblea, mettendo sul tavolo l’esempio di Reggello, comune del fiorentino che da anni ha messo per iscritto le norme che regolano i dibattiti dei suoi cittadini.

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